Letture critiche

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Elvira Di Bona, Vincenzo Santarcangelo, "Il suono. L'esperienza uditiva e i suoi oggetti", Raffaello Cortina Editore, Milano, 2018, pp. 138.

di Giulia Lorenzi
31.10.2019

Di Bona e Santarcangelo ci consegnano con questo testo la prima pubblica-zione in lingua italiana nel settore della filosofia della percezione uditiva. Nata con gli intenti che animano chiunque si occupi di filosofia di modalità sensoriali altre rispetto a quella visiva, e di udito in particolare (cfr. O'Callaghan 2007 pp.1-4 e Casati & Dokic 1994 pp. 5-6), essa ha come ob-biettivo quello di presentare e discutere il dibattito concernente i suoni, con il fine ultimo, dichiarato nell'introduzione, di mettere in dubbio il visuocen-trismo. Il suono. L'esperienza uditiva e i suoi oggetti appare oggi come un uni-cum nella letteratura filosofica analitica di lingua italiana, che va ad inserirsi e ad ampliare la non vasta manualistica introduttiva relativa alle tematiche percettive (Paternoster 2007, Calabi 2009). Proprio alla luce di questi pre-supposti, il testo riveste un ruolo rilevante sia a scopi divulgativi che forma-tivi, in quanto permette ai non specialisti e agli studenti un approccio lineare e privo delle difficoltà linguistiche che potrebbe comportare la lettura di ar-ticoli quali Sounds (Casati e Dokic 2014) e Auditory Perception (O'Callaghan 2016). Altro pregio del testo è il presentare questioni concernenti l'esperienza uditiva in un peculiare intreccio multidisciplinare rendendo ragione di un ti-pico tratto costituente dell'ambito degli studi percettivi (Paternoster 2007, p. 9). La struttura in capitoli, generalmente bipartiti (su cui tornerò più avanti) ha permesso agli autori di introdurre sia argomenti prettamente filosofici sia teorie sviluppatesi in ambiti quali le neuroscienze e la psicologia sperimen-tale.

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