Letture critiche

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Michael C. Corballis, The Recursive Mind. The Origins of Human Language, Thought, and Civilization, Princeton, Princeton University Press, 2011, pp. 291

di Francesco Ferretti
07.04.2012

Lo studio della natura umana ha da sempre coinvolto il tema del linguaggio. La riflessione sulle peculiarità che caratterizzano gli esseri umani è, in effetti, in primo luogo l'analisi delle proprietà che rendono la nostra specie diversa da tutte le altre: poiché solo gli umani parlano (gli altri animali comunicano soltanto), il linguaggio rappresenta un candidato ideale per corroborare la tesi della 'unicità' degli esseri umani nel mondo della natura. Una tesi di questo tipo è pienamente conforme al programma cartesiano caratterizzante larga parte della scienza cognitiva contemporanea: secondo Noam Chomsky, uno dei padri fondatori di questo indirizzo di studi, il linguaggio umano segna una linea netta di demarcazione (una distinzione di ordine qualitativo) tra noi e tutti gli altri animali. In forza del linguaggio, secondo questa ipotesi interpretativa, gli esseri umani guadagnano uno statuto di 'specialità' nella natura. Dopo decenni di egemonia negli studi sul linguaggio, la prospettiva chomskiana (l'idea della grammatica universale come un componente innato della mente umana) mostra oggi evidenti segni di cedimento. Per quanto il modello della facoltà del linguaggio proposto da Chomsky sia conforme – rispetto alla vecchia tradizione strutturalista – al criterio della plausibilità cognitiva (l'idea che i modelli interpretativi devono essere in linea con le conoscenze circa il funzionamento della nostra mente), le difficoltà della grammatica universale emergono con forza nei confronti della conformità alla plausibilità evoluzionistica. A dispetto dei tentativi messi in atto da alcuni autori [Pinker e Bloom, 1990] per conciliare la proposta chomskiana con l'evoluzionismo darwiniano, la grammatica universale, per esplicita ammissione di Chomsky, è un modello della natura del linguaggio difficilmente interpretabile nei termini di un adattamento dovuto alla selezione naturale.

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