Profili

Ordina per Data pubblicazione Titolo Tipologia


  • George Edward Moore
    di Francesco Pesci

    G. E. Moore (1873-1958) è stato un filosofo britannico che ha contribuito in modo decisivo alla nascita della filosofia analitica. Sebbene non abbia goduto delle stessa notorietà di Russell e Wittgenstein al di fuori del mondo accademico, la sua influenza è stata profonda e durevole nel dettare l'agenda della tradizione analitica. Dai sui contributi iniziali nel superamento dell'idealismo britannico (Bradley, McTaggart), fino ai saggi maturi sul senso comune e gli attacchi allo scetticismo, le sue posizioni sono state oggetto di critiche e apprezzamenti e hanno costantemente svolto un ruolo decisivo nell'orientare il dibattito filosofico. Un posto particolare è da assegnare ai Principia Ethica (1903) con la pubblicazione dei quali si fa convenzionalmente iniziare la storia dell'etica analitica, che per più di cinquant'anni si è affidata all'analisi concettuale come lo strumento per rivelare gli impegni ontologici e semantici impliciti nei nostri giudizi di valore.

  • Alan Mathison Turing
    di Marcello Frixione, Teresa Numerico

    L'anno scorso in tutto il mondo è stata celebrata la figura di Alan Turing, il genio britannico che ha cambiato radicalmente la storia della scienza e della tecnologia con i suoi sorprendenti risultati. I suoi lavori furono rivoluzionari nei campi più diversi, dalla matematica alla teoria della computabilità, dall'informatica all'intelligenza meccanica, dalla criptanalisi alla biologia matematica. Tra i suoi risultati più notevoli la soluzione negativa del problema della decisione, l'idea di Macchina Universale, la decodifica del codice Enigma durante la II Guerra Mondiale, il progetto di una delle prime macchine elettroniche a programma memorizzato chiamata ACE, una evidente influenza sul progetto di macchina elettronica di von Neumann, la prima ipotesi di strategie per l'intelligenza meccanica in Gran Bretagna, il test per l'intelligenza delle macchine che porta il suo nome, alcuni importanti risultati in biologia matematica. Il presente profilo cerca, sia pure nei limiti di spazio consentiti, di dare conto dei più rilevanti risultati della sua ricerca tentando anche una ricostruzione culturale del contesto nel quale essi maturarono.

  • Mary Brenda Hesse
    di Valentina Favrin

    Mary Brenda Hesse (1924) è una scienziata e filosofia della scienza inglese che ha dedicato le sue ricerche, in particolare, allo studio della scienza e al dibattito epistemologico concernente il ruolo giocato da modelli e analogie nello sviluppo delle teorie scientifiche. In letteratura sono numerosi gli studi dedicati alla ricostruzione delle sue posizioni all'interno di questo specifico dibattito. Meno numerosi sono stati, invece, gli studi dedicati all'approfondimento della sua teoria del linguaggio e al modo in cui, secondo l'autrice, si formano e funzionano i concetti. Il presente saggio intende fornire una ricostruzione, seppur parziale, della teoria semantica proposta dalla Hesse: dal processo di funzionamento di un predicato, alla determinazione del rapporto semantico intercorrente tra linguaggio e mondo giungendo, infine, alla delineazione della Teoria reticolare del significato.

  • Kurt Gödel
    di Riccardo Bruni

    Kurt Gödel (1906-1978) è stato certamente il logico più influente del '900. A lui si devono alcuni dei risultati più noti nel campo delle ricerche fondazionali, come il teorema di completezza semantica per il calcolo logico del prim'ordine, i due teoremi di incompletezza, la dimostrazione di consistenza dell'ipotesi del continuo di Cantor con gli assiomi della teoria degli insiemi. Egli è noto anche per alcune prese di posizione di tipo filosofico molto discusse, come l'approccio di tipo platonista al problema relativo all'esistenza e alla natura degli enti matematici. La complessa personalità di Gödel, insieme alla sua straordinaria produzione scientifica, lo hanno portato ad acquisire una fama che va ben oltre i confini della disciplina.

  • Jonathan Lowe
    di Michele Paolini Paoletti

    Jonathan Lowe è uno dei metafisici e filosofi della mente più influenti degli ultimi due decenni. La metafisica di Lowe si ispira apertamente ad alcune posizioni aristoteliche, ma assume posizioni originali nel confronto con le scienze, con i problemi legati alla temporalità ed al mutamento, nonché con le teorie analitiche dell'identità e delle proprietà. Negli ultimi anni, poi, Lowe si è dedicato soprattutto all'elaborazione ed alla difesa di una teoria «dualista-interattivista» o «dualista non-cartesiana» in metafisica della mente.

  • John Langshaw Austin
    di Federica Berdini, Claudia Bianchi

    John Austin (1911-1960) è stato uno dei filosofi britannici più influenti del suo tempo, per il rigore del pensiero, la personalità straordinaria e il metodo filosofico innovativo. A parere di John Searle Austin era molto amato e molto odiato dai contemporanei – disorientati da un pensiero che sembrava distruggere più che costruire, sfidare l'ortodossia della filosofia tradizionale ma anche dell'allora imperante empirismo logico, senza sostituirvi nessuna confortante nuova ortodossia. L'opera di Austin è tuttavia oggi poco conosciuta e gli elementi di novità della sua riflessione non sufficientemente apprezzati. Costituiscono un'eccezione due risultati, universalmente riconosciuti e celebrati: da un lato la tecnica di analisi filosofica – quella versione della "filosofia linguistica" praticata da Austin con la pazienza, il rigore e il talento di un entomologo; dall'altro la teoria degli atti linguistici. Austin viene ricordato soprattutto per aver evidenziato la dimensione performativa che permea ogni nostro proferimento: con uno slogan diventato famoso, ogni dire è anche un fare. Una tesi con ripercussioni in aree di ricerca molto diverse, dalla filosofia del linguaggio all'etica, dalla filosofia politica al diritto, dalla linguistica alla filosofia femminista. Ci concentreremo qui sui contributi di Austin alla filosofia del linguaggio, ma faremo cenni anche estesi ai suoi contributi in epistemologia e teoria dell'azione, nonché al vivace dibattito che a partire dalla teoria degli atti linguistici si è sviluppato negli anni '60 e '70. Un dibattito che è tornato ad accendersi in tempi recentissimi nelle discussioni su libertà di espressione e censura.

  • Arthur C. Danto
    di Tiziana Andina

    Arthur C. Danto (1924) è un filosofo statunitense la cui vasta produzione investe ambiti quali la filosofia (analitica) della storia, l'epistemologia, la filosofia dell'azione e la filosofia dell'arte. A questo versante d'indagine va aggiunto quello dell'interesse per autori e problemi di taglio più continentale, espresso nelle monografie dedicate a Friedrich Nietzsche e a Jean-Paul Sartre e nella riflessione sulla filosofia dell'arte hegeliana. All'attività di filosofo Danto ha unito, per oltre vent'anni, quella di critico d'arte: una lunghissima collaborazione con "The Nation" e, recentemente, con il Corriere della Sera, numerose monografie dedicate ad alcuni degli artisti più influenti del ventunesimo secolo lo hanno reso uno dei critici d'arte di riferimento nel panorama artistico internazionale, oltre che una delle voci più influenti del panorama filosofico contemporaneo.

  • Michael Dummett
    di Enrico Moriconi

    Michael Dummett è stato uno dei più importanti filosofi inglesi del XX secolo. La sua fama è principalmente legata al fatto di aver chiarito, con grande ricchezza di argomentazioni, come il senso della "svolta linguistica", l'operazione che caratterizza la filosofia analitica di tradizione anglosassone, sia da individuare nella posizione centrale occupata dalla filosofia del linguaggio. In estrema sintesi, e assumendo che l'obiettivo della filosofia è l'analisi della struttura del pensiero, il senso della proposta è che tale analisi, tenuta distinta dallo studio del processo psicologico del pensare, vada effettuata attraverso l'analisi del linguaggio. Strettamente connessi con questa indagine di carattere "storiografico", sono i molti e significativi contributi che Dummett ha dato alla filosofia del linguaggio, della logica, della matematica e alla metafisica. Il tratto comune di questi contributi è la condivisione di una concezione anti-realista, basata sull'idea che per comprendere un enunciato (asserito), o asserto, non sia sufficiente sapere come dovrebbe essere fatto il mondo perché l'enunciato sia vero, ma occorra anche occuparsi di che cosa cambia nel mondo per il fatto che un certo enunciato è stato asserito, delle aspettative che quell'asserzione può indurre e, soprattutto, delle evidenze, o giustificazioni, che possono essere addotte a favore o contro ciò che è stato asserito. Il contrasto fra la concezione realista e quella anti-realista può comportare anche la messa in discussione della illimitata validità delle leggi della logica classica, e quindi anche un contrasto fra diversi sistemi di logica.

  • Ludwig Wittgenstein
    di Marilena Andronico

    Ludwig Wittgenstein (Vienna 1889 - Cambridge 1951) è stato uno dei maggiori filosofi del ventesimo secolo. Tradizionalmente si distinguono almeno due fasi del suo pensiero: quella del Tractatus logico-philosophicus e quella caratterizzata principalmente dalle Ricerche filosofiche. Il pensiero di Wittgenstein ha esercitato una profonda influenza sia sugli sviluppi del neoempirismo, sia sulla formazione della cosiddetta "filosofia del linguaggio ordinario". Anche oggi il confronto con le sue idee rappresenta un passaggio obbligato per ampi settori della filosofia: dalla filosofia della mente alla metafilosofia, dall'etica all'estetica, dalle discussioni sulle regole, la normatività e il relativismo a quelle sulla certezza, la conoscenza e lo scetticismo. In questo profilo mi limito a fornire una presentazione delle idee centrali delle due opere menzionate, seguendo il filo conduttore della distinzione tra senso e nonsenso, nella sua interpretazione classica.

  • Paul H. Grice
    di Paolo Labinaz

    Paul H. Grice è stato uno dei maggiori filosofi analitici del linguaggio, avendo di fatto contribuito alla nascita e definizione di un nuovo ambito di studi, la pragmatica del linguaggio, e allo sviluppo del dibattito, ancora oggi molto attuale, riguardante i rapporti tra semantica e pragmatica. In questo saggio, si intende presentare il suo pensiero filosofico, con particolare attenzione alla sua teoria del significato basata sulle intenzioni comunicative e alla sua teoria dell'implicatura, le principali critiche sollevate a tali teorie e infine la ricezione del suo pensiero nell'ambito di studi all'intersezione tra filosofia analitica del linguaggio, linguistica e psicologia cognitiva.

  • Peter Singer
    di Marcos Breuer

    Peter Singer è uno dei principali sostenitori contemporanei dell'utilitarismo delle preferenze. Egli non solo ha sviluppato una solida teoria normativa, ma ha anche affrontato in maniera originale e autorevole questioni di metaetica, psicologia morale e, soprattutto, etica pratica. Questo contributo esamina la posizione dell'autore tanto nell'ambito del dibattito teorico quanto nella sfera dell'etica applicata.

  • Wilfrid Sellars
    di Francesco Gusmano

    Wilfrid Sellars (Ann Arbor, 1912 - Pittsburgh, 1989) è stato uno tra i più rilevanti filosofi americani del ventesimo secolo. Riallacciandosi ad alcuni motivi di fondo del pragmatismo e sviluppando, sulla scia di Carnap, istanze tipiche del positivismo logico, ha messo in questione il paradigma generale della datità (Givenness). Nella sua opera più celebre, Empiricism and the Philosophy of Mind, ha criticato il concetto di dato nelle sue principali articolazioni. Ha inoltre elaborato una nozione di naturalismo basata sul riconoscimento della centralità, a livello fattuale-descrittivo, della conoscenza scientifica, e nel contempo sul principio dell'irriducibilità logica del discorso normativo. Ha insegnato in varie Università (Minnesota, Yale, Pittsburgh), influenzando diverse generazioni di studenti (tra i suoi allievi, Paul Churchland e Robert Brandom).

  • David Malet Armstrong
    di Francesco F. Calemi

    David Malet Armstrong, nato a Melbourne nel 1926, prestigiosa firma del panorama filosofico contemporaneo, appartiene alla nuova generazione di filosofi che a partire dalla seconda metà degli anni '70 ha contribuito in misura determinate alla cosiddetta 'rinascita' degli studi ontologico-metafisici. Personalità brillante, ha saputo declinare con equilibrio e originalità un austero spirito empirista alle istanze fondative di un autentico realismo metafisico, offrendo un progetto filosofico sistematico ed innovativo, rispondente al nome di «realismo scientifico». Il lavoro che qui proponiamo intende ricostruire alcuni punti nodali del suo complesso itinerario intellettuale.

  • Crispin Wright
    di Annalisa Coliva, Andrea Sereni

    Crispin Wright (1942) è un filosofo britannico la cui vasta produzione copre ambiti quali la filosofia della matematica di Gottlob Frege e la filosofia del linguaggio di Ludwig Wittgenstein (entrambi autori ai quali le posizioni di Wright si sono significativamente ispirate, grazie anche all'influenza di Michael Dummett), il dibattito tra realismo e anti-realismo, la vaghezza, la conoscenza dei propri stati mentali e il problema dello scetticismo. In ciascuno di questi ambiti Wright ha promosso importanti programmi di ricerca - qui presentati nelle loro linee essenziali - che ne fanno una delle voci più influenti del panorama filosofico contemporaneo.

  • Gottlob Frege
    di Francesca Boccuni

    Gottlob Frege (Wismar 1848 – Bad Kleinen 1925) è considerato uno dei padri fondatori della logica contemporanea e della filosofia della matematica e, in generale, della filosofia analitica. Egli, infatti, fu il primo ad avvertire la necessità di rispondere al problema dei fondamenti della matematica ed è alla luce del suo programma fondazionale che è doveroso leggere il suo intero percorso intellettuale. A questo scopo, non ripercorrerò cronologicamente le pubblicazioni freghiane alla luce dei temi che esse introducono, ma cercherò di fornire una visione di insieme degli argomenti principali della proposta freghiana, inscrivendoli nell'alveo del progetto logicista.


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