Profili

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  • John Langshaw Austin
    di Federica Berdini, Claudia Bianchi

    John Austin (1911-1960) è stato uno dei filosofi britannici più influenti del suo tempo, per il rigore del pensiero, la personalità straordinaria e il metodo filosofico innovativo. A parere di John Searle Austin era molto amato e molto odiato dai contemporanei – disorientati da un pensiero che sembrava distruggere più che costruire, sfidare l'ortodossia della filosofia tradizionale ma anche dell'allora imperante empirismo logico, senza sostituirvi nessuna confortante nuova ortodossia. L'opera di Austin è tuttavia oggi poco conosciuta e gli elementi di novità della sua riflessione non sufficientemente apprezzati. Costituiscono un'eccezione due risultati, universalmente riconosciuti e celebrati: da un lato la tecnica di analisi filosofica – quella versione della "filosofia linguistica" praticata da Austin con la pazienza, il rigore e il talento di un entomologo; dall'altro la teoria degli atti linguistici. Austin viene ricordato soprattutto per aver evidenziato la dimensione performativa che permea ogni nostro proferimento: con uno slogan diventato famoso, ogni dire è anche un fare. Una tesi con ripercussioni in aree di ricerca molto diverse, dalla filosofia del linguaggio all'etica, dalla filosofia politica al diritto, dalla linguistica alla filosofia femminista. Ci concentreremo qui sui contributi di Austin alla filosofia del linguaggio, ma faremo cenni anche estesi ai suoi contributi in epistemologia e teoria dell'azione, nonché al vivace dibattito che a partire dalla teoria degli atti linguistici si è sviluppato negli anni '60 e '70. Un dibattito che è tornato ad accendersi in tempi recentissimi nelle discussioni su libertà di espressione e censura.

  • Arthur C. Danto
    di Tiziana Andina

    Arthur C. Danto (1924) è un filosofo statunitense la cui vasta produzione investe ambiti quali la filosofia (analitica) della storia, l'epistemologia, la filosofia dell'azione e la filosofia dell'arte. A questo versante d'indagine va aggiunto quello dell'interesse per autori e problemi di taglio più continentale, espresso nelle monografie dedicate a Friedrich Nietzsche e a Jean-Paul Sartre e nella riflessione sulla filosofia dell'arte hegeliana. All'attività di filosofo Danto ha unito, per oltre vent'anni, quella di critico d'arte: una lunghissima collaborazione con "The Nation" e, recentemente, con il Corriere della Sera, numerose monografie dedicate ad alcuni degli artisti più influenti del ventunesimo secolo lo hanno reso uno dei critici d'arte di riferimento nel panorama artistico internazionale, oltre che una delle voci più influenti del panorama filosofico contemporaneo.

  • Michael Dummett
    di Enrico Moriconi

    Michael Dummett è stato uno dei più importanti filosofi inglesi del XX secolo. La sua fama è principalmente legata al fatto di aver chiarito, con grande ricchezza di argomentazioni, come il senso della "svolta linguistica", l'operazione che caratterizza la filosofia analitica di tradizione anglosassone, sia da individuare nella posizione centrale occupata dalla filosofia del linguaggio. In estrema sintesi, e assumendo che l'obiettivo della filosofia è l'analisi della struttura del pensiero, il senso della proposta è che tale analisi, tenuta distinta dallo studio del processo psicologico del pensare, vada effettuata attraverso l'analisi del linguaggio. Strettamente connessi con questa indagine di carattere "storiografico", sono i molti e significativi contributi che Dummett ha dato alla filosofia del linguaggio, della logica, della matematica e alla metafisica. Il tratto comune di questi contributi è la condivisione di una concezione anti-realista, basata sull'idea che per comprendere un enunciato (asserito), o asserto, non sia sufficiente sapere come dovrebbe essere fatto il mondo perché l'enunciato sia vero, ma occorra anche occuparsi di che cosa cambia nel mondo per il fatto che un certo enunciato è stato asserito, delle aspettative che quell'asserzione può indurre e, soprattutto, delle evidenze, o giustificazioni, che possono essere addotte a favore o contro ciò che è stato asserito. Il contrasto fra la concezione realista e quella anti-realista può comportare anche la messa in discussione della illimitata validità delle leggi della logica classica, e quindi anche un contrasto fra diversi sistemi di logica.

  • Ludwig Wittgenstein
    di Marilena Andronico

    Ludwig Wittgenstein (Vienna 1889 - Cambridge 1951) è stato uno dei maggiori filosofi del ventesimo secolo. Tradizionalmente si distinguono almeno due fasi del suo pensiero: quella del Tractatus logico-philosophicus e quella caratterizzata principalmente dalle Ricerche filosofiche. Il pensiero di Wittgenstein ha esercitato una profonda influenza sia sugli sviluppi del neoempirismo, sia sulla formazione della cosiddetta "filosofia del linguaggio ordinario". Anche oggi il confronto con le sue idee rappresenta un passaggio obbligato per ampi settori della filosofia: dalla filosofia della mente alla metafilosofia, dall'etica all'estetica, dalle discussioni sulle regole, la normatività e il relativismo a quelle sulla certezza, la conoscenza e lo scetticismo. In questo profilo mi limito a fornire una presentazione delle idee centrali delle due opere menzionate, seguendo il filo conduttore della distinzione tra senso e nonsenso, nella sua interpretazione classica.

  • Paul H. Grice
    di Paolo Labinaz

    Paul H. Grice è stato uno dei maggiori filosofi analitici del linguaggio, avendo di fatto contribuito alla nascita e definizione di un nuovo ambito di studi, la pragmatica del linguaggio, e allo sviluppo del dibattito, ancora oggi molto attuale, riguardante i rapporti tra semantica e pragmatica. In questo saggio, si intende presentare il suo pensiero filosofico, con particolare attenzione alla sua teoria del significato basata sulle intenzioni comunicative e alla sua teoria dell'implicatura, le principali critiche sollevate a tali teorie e infine la ricezione del suo pensiero nell'ambito di studi all'intersezione tra filosofia analitica del linguaggio, linguistica e psicologia cognitiva.

  • Peter Singer
    di Marcos Breuer

    Peter Singer è uno dei principali sostenitori contemporanei dell'utilitarismo delle preferenze. Egli non solo ha sviluppato una solida teoria normativa, ma ha anche affrontato in maniera originale e autorevole questioni di metaetica, psicologia morale e, soprattutto, etica pratica. Questo contributo esamina la posizione dell'autore tanto nell'ambito del dibattito teorico quanto nella sfera dell'etica applicata.

  • Wilfrid Sellars
    di Francesco Gusmano

    Wilfrid Sellars (Ann Arbor, 1912 - Pittsburgh, 1989) è stato uno tra i più rilevanti filosofi americani del ventesimo secolo. Riallacciandosi ad alcuni motivi di fondo del pragmatismo e sviluppando, sulla scia di Carnap, istanze tipiche del positivismo logico, ha messo in questione il paradigma generale della datità (Givenness). Nella sua opera più celebre, Empiricism and the Philosophy of Mind, ha criticato il concetto di dato nelle sue principali articolazioni. Ha inoltre elaborato una nozione di naturalismo basata sul riconoscimento della centralità, a livello fattuale-descrittivo, della conoscenza scientifica, e nel contempo sul principio dell'irriducibilità logica del discorso normativo. Ha insegnato in varie Università (Minnesota, Yale, Pittsburgh), influenzando diverse generazioni di studenti (tra i suoi allievi, Paul Churchland e Robert Brandom).

  • David Malet Armstrong
    di Francesco F. Calemi

    David Malet Armstrong, nato a Melbourne nel 1926, prestigiosa firma del panorama filosofico contemporaneo, appartiene alla nuova generazione di filosofi che a partire dalla seconda metà degli anni '70 ha contribuito in misura determinate alla cosiddetta 'rinascita' degli studi ontologico-metafisici. Personalità brillante, ha saputo declinare con equilibrio e originalità un austero spirito empirista alle istanze fondative di un autentico realismo metafisico, offrendo un progetto filosofico sistematico ed innovativo, rispondente al nome di «realismo scientifico». Il lavoro che qui proponiamo intende ricostruire alcuni punti nodali del suo complesso itinerario intellettuale.

  • Crispin Wright
    di Annalisa Coliva, Andrea Sereni

    Crispin Wright (1942) è un filosofo britannico la cui vasta produzione copre ambiti quali la filosofia della matematica di Gottlob Frege e la filosofia del linguaggio di Ludwig Wittgenstein (entrambi autori ai quali le posizioni di Wright si sono significativamente ispirate, grazie anche all'influenza di Michael Dummett), il dibattito tra realismo e anti-realismo, la vaghezza, la conoscenza dei propri stati mentali e il problema dello scetticismo. In ciascuno di questi ambiti Wright ha promosso importanti programmi di ricerca - qui presentati nelle loro linee essenziali - che ne fanno una delle voci più influenti del panorama filosofico contemporaneo.

  • Gottlob Frege
    di Francesca Boccuni

    Gottlob Frege (Wismar 1848 – Bad Kleinen 1925) è considerato uno dei padri fondatori della logica contemporanea e della filosofia della matematica e, in generale, della filosofia analitica. Egli, infatti, fu il primo ad avvertire la necessità di rispondere al problema dei fondamenti della matematica ed è alla luce del suo programma fondazionale che è doveroso leggere il suo intero percorso intellettuale. A questo scopo, non ripercorrerò cronologicamente le pubblicazioni freghiane alla luce dei temi che esse introducono, ma cercherò di fornire una visione di insieme degli argomenti principali della proposta freghiana, inscrivendoli nell'alveo del progetto logicista.

  • Donald Davidson
    di Cristina Amoretti, Francesca Ervas

    Donald Davidson (1917-2003) è stato uno dei più importanti filosofi analitici del ventesimo secolo, non solo per la varietà dei temi affrontati (che vanno dalla filosofa della mente a quella dell'azione, dalla teoria della verità a quella del significato, da questioni epistemologiche a quelle estetiche), ma anche, e soprattutto, per la complessiva sistematicità del suo pensiero. Il presente saggio si concentra sugli argomenti più significativi della filosofia davidsoniana: il rapporto tra verità e significato, il ruolo centrale dell'interpretazione e della nozione di razionalità, il problema mente-corpo, la natura delle credenze e il legame tra pensiero e linguaggio.

  • George Boole
    di Andrea Pedeferri

    George Boole fu un matematico inglese che può essere considerato uno dei fondatori della logica moderna. Boole trasferì i metodi della ricerca algebrica alla logica creando in questo modo un linguaggio attraverso il quale costruire algoritmi applicabili a una generalità infinita di argomenti. Questo passo permise di superare l'impostazione tradizionale aristotelica e aprì le porte alla nascita della logica moderna e delle sue successive diramazioni. Il particolare tipo di algebra sviluppato da Boole sarà poi fondamentale come base per lo sviluppo dell'informatica e dei calcolatori.

  • David K. Lewis
    di Andrea Borghini

    David Kellog Lewis era un filosofo americano, uno dei più influenti della sua generazione e, in prospettiva, tra i più sistematici mai nati oltreoceano. La sua produzione filosofica consta di quattro monografie e di circa cento articoli (ottantanove dei quali sono raccolti in cinque volumi pubblicati tra il 1983 e il 2000), e si distingue per lo stile chiaro, conciso e calzante.


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