Profili

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  • Abraham Robinson
    di Gabriele Lolli

    Abraham Robinson (1918-1974) ha vissuto la giovinezza negli anni turbolenti del nazismo e della seconda guerra mondiale, e dalla partecipazione alla difesa di Londra nei ranghi dell'Air Force fu indotto a sviluppare un profondo e duraturo interesse per l'aeronautica, in particolare una pionieristica competenza sul volo supersonico. Al ritorno della pace riprese anche a coltivare la logica, che aveva studiato con A.A. Fraenkel a Gerusalemme, e divenne uno dei più importanti logici matematici del ventesimo secolo. Diede forma e impulso alla nuova disciplina della teoria dei modelli concependo la metamatematica dell'algebra, introducendo nuovi concetti, come quello di model-completezza, tecniche per la completezza e l'eliminazione dei quantificatori, e nuove strutture algebriche. Negli anni '60 inventò l'Analisi nonstandard e il forcing per teoria dei modelli. Robinson è stato forse uno degli ultimi matematici universali.

  • Alvin Plantinga
    di Michele Paolini Paoletti

    Alvin Plantinga è uno dei più importanti metafisici e filosofi della religione viventi. In questo profilo, dopo aver brevemente narrato la sua formazione intellettuale, considererò alcuni aspetti del suo pensiero: la teoria di Plantinga dei mondi possibili; la sua teoria della garanzia epistemica delle credenze, fondata sul concetto di funzione propria; la versione di Plantinga dell'argomento ontologico per provare l'esistenza di Dio; la sua critica dell'argomento del male per provare l'inesistenza di Dio; l'argomento di Plantinga contro il naturalismo.

  • Adolf Reinach
    di Olimpia Giuliana Loddo

    Adolf Reinach ha offerto un prezioso contributo in diversi ambiti del sapere filosofico: la filosofia del linguaggio, la filosofia della mente, l'ontologia formale, l'ontologia sociale, la filosofia del diritto. La sua produzione scientifica si caratterizza per una profonda maturità filosofica, che l'autore ha raggiunto nonostante la sua prematura scomparsa avvenuta, a soli trentatré anni, nel 1917. Reinach ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo del realismo fenomenologico ed è stato una colonna portante dei circoli filosofici di Monaco e Gottinga. La sua opera maggiore, I fondamenti a priori del diritto civile, pubblicata nel 1913, è una sapiente applicazione del metodo fenomenologico all'ambito giuridico. Reinach critica il giuspositivismo, reo di aver attribuito all'opera del legislatore la creazione delle relazioni che costituiscono l'essenza delle entità giuridiche. Tali relazioni, secondo Reinach, non solo sono indipendenti dall'attività del legislatore, ma ne costituiscono il presupposto, in questo senso esse sono i fondamenti a priori del diritto.

  • Gertrude Elizabeth Margareth Anscombe
    [Traduzione italiana a cura di Valeria Giardino]
    di Valérie Aucouturier

    Il presente articolo è un'introduzione al pensiero di Elizabeth Anscombe, filosofa britannica e allieva di Wittgenstein, autrice di Intention (1957), una delle principali fonti di ispirazione della filosofia dell'azione contemporanea. Senza pretendere l'esaustività, cosa che sarebbe impossibile, l'articolo si propone di articolare i legami tra filosofia della mente, filosofia dell'azione, filosofia morale e filosofia del linguaggio nell'opera della filosofa. L'obiettivo è quello di rendere giustizia all'approccio originale di Anscombe, in particolare nel suo rifiuto di trattare l'intenzione come puro stato mentale e nella sua difesa della particolarità del sapere pratico rispetto alla conoscenza teorica.



  • Roy Wood Sellars
    di Fabio Gironi

    Roy Wood Sellars (1880–1973) è stato un prolifico filosofo la cui carriera è durata dagli anni '10 fino agli anni '70 del ventesimo secolo. Oggi conosciuto principalmente come padre del più noto e influente Wilfrid Sellars, Roy Wood Sellars fu un pensatore indipendente ed originale. Canadese di origine ma formatosi nel mondo filosofico statunitense, Sellars fu esponente di spicco del revival del realismo americano – membro fondatore del movimento del "realismo critico" – nonché fervente sostenitore di una filosofia naturalista, nota come "naturalismo evoluzionista", in dialogo con le scienze fisiche e biologiche. I temi principali affrontati nei suoi testi sono principalmente di natura epistemologica, ma con un costante riguardo per il problema del rapporto tra mente e corpo. Tra le sue numerosissime pubblicazioni vi sono anche testi di filosofia politica, filosofia della scienza, etica, e religione.

  • Frank Plumpton Ramsey
    di Caterina Sisti

    Frank Plumpton Ramsey (1903-1930) fu un matematico e filosofo britannico, che lavorò presso l'Università di Cambridge durante gli anni Venti. Fece parte del gruppo di Cambridge che diede inizio alla tradizione analitica in filosofia, dette contributi originali soprattutto alla filosofia della matematica e alla logica matematica, alla teoria della probabilità e all'economia. Nonostante la sua precoce morte, raggiunse risultati straordinari nei piú disparati campi d'indagine. L'obiettivo di questo articolo è presentare il pensiero di Ramsey, le sue opere e i risultati piú importanti e mostrare quale pensatore fuori dal comune egli fosse.

  • Ludwik Fleck
    di Fernando Rosa

    Nell'articolo viene esaminata l'epistemologia del filosofo polacco Ludwik Fleck considerato da Thomas Kuhn suo precursore, con particolare riferimento a due concetti cardine del suo pensiero, lo stile di pensiero e il collettivo di pensiero di cui vengono analizzate le modalità di funzionamento. A riprova della vitalità del pensiero fleckiano sono infine accennati alcuni possibili utilizzi del stile di pensiero e del collettivo di pensiero nell'interpretazione di vari fenomeni culturali.

  • Susan Stebbing
    di Teresa Khouri Kissel

    Susan Stebbing (1885-1943) fu tra le fondatrici della rivista Analysis, ed ebbe grande influenza sulla filosofia analitica agli inizi del 20esimo secolo. Di recente, grazie al lavoro di Michael Beaney (2000), Siobhan Chapman (2013), e Frederique Janssen-Lauret (2017), tra gli altri, è rinato un grande interesse per la figura di Stebbing. Questo articolo è una breve introduzione ad alcuni degli aspetti principali della sua opera.

  • Margaret Gilbert
    di Silvia Tossut

    Margaret Gilbert (1942) è una filosofa di origini britanniche, professore di filosofia morale presso l'Università di Irvine (California) dal 2006. Gilbert è una tra i filosofi che hanno dato il via alla ricerca nell'ambito dell'ontologia sociale. Nel 1989, con la pubblicazione del celebre libro On social facts, Gilbert ha articolato la sua teoria dei soggetti plurali, dedicando i successivi trent'anni a un raffinamento progressivo di questa teoria e alla sua applicazione a diversi ambiti che spaziano dalla filosofia politica all'epistemologia. Attualmente, la sua ricerca si concentra sulla nozione di impegno congiunto, sulle questioni dei diritti e doveri intrinseci alla socialità.

  • Ernst Mach
    di Stefano Bordoni

    Ernst Mach (1838-1916) appartiene a due grandi tradizioni: la fisica europea di fine Ottocento e la filosofia tedesca post-kantiana. Egli considerava il pensiero e l'esperienza umana come parte della natura: da questo monismo o radicale naturalismo discendeva l'ipotesi di una stretta connessione tra fisica e psicologia. Egli si concentrò sull'analisi e la ricostruzione storico-critica della fisica e dei suoi fondamenti logici, empirici e fisiologici. Consapevole della provvisorietà e incompletezza di ogni teoria scientifica, egli vedeva nello studio della storia della scienza l'antidoto a ogni dogmatismo. La fisica e la nascente filosofia della scienza dei primi decenni del Novecento sono state variamente influenzate dalle sue tesi e dalle sue ricerche meta-teoriche.

  • Hilary Putnam
    di Alfredo Paternoster

    In questo articolo ricostruisco sommariamente i tratti salienti del pensiero di Hilary Putnam, privilegiando i temi di filosofia del linguaggio, filosofia della scienza e filosofia della mente. Mi soffermo, più specificamente, sul funzionalismo computazionale, l'esternismo semantico, le diverse versioni di realismo, la critica alla naturalizzazione dell'intenzionalità e il pragmatismo. Nelle conclusioni traccerò un breve bilancio critico.

  • George Berkeley
    di Daniele Bertini

    George Berkeley (1685-1753) appartiene al gruppo degli autori classici, e, in quanto tale, è oggetto di una attenzione critica che non sembra conoscere flessioni significative al passare degli anni. Tale attenzione critica ha prodotto una vasta letteratura, così che risulta piuttosto agevole rintracciare valide trattazioni introduttive all'opera berkeleiana. In questo profilo mi concentrerò su un tema specifico, ossia l'introduzione ai principali motivi di interesse dell'immaterialismo per i dibattiti contemporanei. Poiché gli argomenti di Berkeley che vengono per lo più discussi oggi consistono nelle analisi filosofiche che provengono dalle sue opere giovanili (ossia, quelle opere che furono redatte nel periodo 1709-1713), rivolgerò principalmente la mia attenzione alla delineazione dell'impalcatura concettuale del Trattato sui principi della conoscenza umana. Questo è infatti il testo che in tale gruppo di opere Berkeley concepì come una esposizione tecnica per filosofi delle proprie dottrine.

  • Hector-Neri Castañeda
    di Jansan Favazzo

    Hector-Neri Castañeda (1924–1991) è stato uno tra i più prolifici filosofi americani del secolo scorso. I suoi molteplici interessi intellettuali l'hanno condotto dalla filosofia del linguaggio e della mente alla metafisica e all'etica, passando per questioni di logica e scienze cognitive. Pur nella varietà dei temi trattati e nella minuziosità delle analisi condotte, è possibile rintracciare certe posizioni di fondo che costituiscono in ultima istanza l'ossatura del suo pensiero e compongono insieme un vero e proprio sistema filosofico, edificato sulla base di certi principi metodologici ben precisi che lo stesso Castañeda ha voluto rendere espliciti. Proprio da questi ultimi, dopo una breve introduzione biografica, prenderà avvio il Profilo che segue. Mi soffermerò poi sulle principali posizioni teoriche che contraddistinguono il suo pensiero: l'analisi del riferimento singolare alla luce della sua funzione nell'esperienza, la Teoria delle Guise, la distinzione proposition/practition e le sue conseguenze in etica, logica deontica e filosofia della mente.

  • Simone de Beauvoir
    di Carlotta Cossutta

    Simone de Beauvoir (1908-1986) è una pensatrice che ha fortemente influenzato il pensiero femminista della seconda metà del '900 e che viene ricordata principalmente per essere l'autrice de Il secondo sesso. In questo profilo proverò a mostrare come questo testo sia il risultato di un percorso filosofico capace di interpretare in maniera originale l'esistenzialismo e la stessa scrittura filosofica.

  • Michael Thompson
    di Giulia Lasagni

    L'articolo propone una breve introduzione critica al pensiero di Michael Thompson, docente all'Università di Pittsburgh e autore del libro «Life and Action. Elementary Structures of Practice and Practical Thought» (Thompson, 2008). Nello specifico, in questo profilo si presenteranno i punti salienti della riflessione di Thompson con particolare attenzione al tema dell'agire pratico e della sua rappresentazione nel giudizio. Questo focus permetterà di indagare concetti quali quello di azione, pratica sociale e forma vitale, i quali rappresentano una base epistemica e metafisica fondamentale tanto per lo sviluppo del pensiero pratico del filosofo quanto per la formulazione di un nuovo progetto etico.


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