Profili

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  • Margaret Gilbert
    di Silvia Tossut

    Margaret Gilbert (1942) è una filosofa di origini britanniche, professore di filosofia morale presso l'Università di Irvine (California) dal 2006. Gilbert è una tra i filosofi che hanno dato il via alla ricerca nell'ambito dell'ontologia sociale. Nel 1989, con la pubblicazione del celebre libro On social facts, Gilbert ha articolato la sua teoria dei soggetti plurali, dedicando i successivi trent'anni a un raffinamento progressivo di questa teoria e alla sua applicazione a diversi ambiti che spaziano dalla filosofia politica all'epistemologia. Attualmente, la sua ricerca si concentra sulla nozione di impegno congiunto, sulle questioni dei diritti e doveri intrinseci alla socialità.

  • Ernst Mach
    di Stefano Bordoni

    Ernst Mach (1838-1916) appartiene a due grandi tradizioni: la fisica europea di fine Ottocento e la filosofia tedesca post-kantiana. Egli considerava il pensiero e l'esperienza umana come parte della natura: da questo monismo o radicale naturalismo discendeva l'ipotesi di una stretta connessione tra fisica e psicologia. Egli si concentrò sull'analisi e la ricostruzione storico-critica della fisica e dei suoi fondamenti logici, empirici e fisiologici. Consapevole della provvisorietà e incompletezza di ogni teoria scientifica, egli vedeva nello studio della storia della scienza l'antidoto a ogni dogmatismo. La fisica e la nascente filosofia della scienza dei primi decenni del Novecento sono state variamente influenzate dalle sue tesi e dalle sue ricerche meta-teoriche.

  • Hilary Putnam
    di Alfredo Paternoster

    In questo articolo ricostruisco sommariamente i tratti salienti del pensiero di Hilary Putnam, privilegiando i temi di filosofia del linguaggio, filosofia della scienza e filosofia della mente. Mi soffermo, più specificamente, sul funzionalismo computazionale, l'esternismo semantico, le diverse versioni di realismo, la critica alla naturalizzazione dell'intenzionalità e il pragmatismo. Nelle conclusioni traccerò un breve bilancio critico.

  • George Berkeley
    di Daniele Bertini

    George Berkeley (1685-1753) appartiene al gruppo degli autori classici, e, in quanto tale, è oggetto di una attenzione critica che non sembra conoscere flessioni significative al passare degli anni. Tale attenzione critica ha prodotto una vasta letteratura, così che risulta piuttosto agevole rintracciare valide trattazioni introduttive all'opera berkeleiana. In questo profilo mi concentrerò su un tema specifico, ossia l'introduzione ai principali motivi di interesse dell'immaterialismo per i dibattiti contemporanei. Poiché gli argomenti di Berkeley che vengono per lo più discussi oggi consistono nelle analisi filosofiche che provengono dalle sue opere giovanili (ossia, quelle opere che furono redatte nel periodo 1709-1713), rivolgerò principalmente la mia attenzione alla delineazione dell'impalcatura concettuale del Trattato sui principi della conoscenza umana. Questo è infatti il testo che in tale gruppo di opere Berkeley concepì come una esposizione tecnica per filosofi delle proprie dottrine.

  • Hector-Neri Castañeda
    di Jansan Favazzo

    Hector-Neri Castañeda (1924–1991) è stato uno tra i più prolifici filosofi americani del secolo scorso. I suoi molteplici interessi intellettuali l'hanno condotto dalla filosofia del linguaggio e della mente alla metafisica e all'etica, passando per questioni di logica e scienze cognitive. Pur nella varietà dei temi trattati e nella minuziosità delle analisi condotte, è possibile rintracciare certe posizioni di fondo che costituiscono in ultima istanza l'ossatura del suo pensiero e compongono insieme un vero e proprio sistema filosofico, edificato sulla base di certi principi metodologici ben precisi che lo stesso Castañeda ha voluto rendere espliciti. Proprio da questi ultimi, dopo una breve introduzione biografica, prenderà avvio il Profilo che segue. Mi soffermerò poi sulle principali posizioni teoriche che contraddistinguono il suo pensiero: l'analisi del riferimento singolare alla luce della sua funzione nell'esperienza, la Teoria delle Guise, la distinzione proposition/practition e le sue conseguenze in etica, logica deontica e filosofia della mente.

  • Simone de Beauvoir
    di Carlotta Cossutta

    Simone de Beauvoir (1908-1986) è una pensatrice che ha fortemente influenzato il pensiero femminista della seconda metà del '900 e che viene ricordata principalmente per essere l'autrice de Il secondo sesso. In questo profilo proverò a mostrare come questo testo sia il risultato di un percorso filosofico capace di interpretare in maniera originale l'esistenzialismo e la stessa scrittura filosofica.

  • Michael Thompson
    di Giulia Lasagni

    L'articolo propone una breve introduzione critica al pensiero di Michael Thompson, docente all'Università di Pittsburgh e autore del libro «Life and Action. Elementary Structures of Practice and Practical Thought» (Thompson, 2008). Nello specifico, in questo profilo si presenteranno i punti salienti della riflessione di Thompson con particolare attenzione al tema dell'agire pratico e della sua rappresentazione nel giudizio. Questo focus permetterà di indagare concetti quali quello di azione, pratica sociale e forma vitale, i quali rappresentano una base epistemica e metafisica fondamentale tanto per lo sviluppo del pensiero pratico del filosofo quanto per la formulazione di un nuovo progetto etico.

  • Philippa Foot
    di Maria Silvia Vaccarezza

    Philippa Foot (1920-2010) è una delle figure di riferimento dell'etica del Novecento, su cui ha esercitato ed esercita un'influenza profonda, che spazia dalla metaetica, all'etica normativa, alle etiche applicate. In reazione alle ortodossie della filosofia morale del suo tempo, Foot promuove un innovativo ritorno all'etica delle virtù di tradizione aristotelica e tomista, fino a maturare, nell'ultima fase del suo pensiero, una posizione naturalistica radicale. Il presente profilo si propone di segnalare i passaggi più significativi del percorso filosofico footiano, discutendone gli snodi centrali e tracciandone una breve storia degli effetti.

  • Bernard Bolzano
    di Pauline Van Wierst

    Bernard Bolzano (1781 – 1848) fu un eclettico pensatore boemo che diede importanti contributi in filosofia, matematica, teologia, e sopratutto in ciò che egli considerava il fondamento di tutte queste discipline: la logica. Sviluppò una logica basata su proposizioni e idee in sé, che gli permise di definire in maniera rigorosa i concetti logici di conseguenza, validità, e analitico-sintetico. I suoi scritti sulla spiegazione scientifica hanno ispirato e continuano ad ispirare il dibattito contemporaneo sul grounding. Bolzano fornì inoltre una definizione dei numeri naturali in termini di collezioni molto simile a quella di Frege, e le sue riflessioni sull'infinito matematico furono ammirate da Peirce, Cantor e Dedekind.

  • Gerhard Gentzen
    di Francesca Poggiolesi

    Gerhard Gentzen (1909-1945) è uno dei più illustri protagonisti della logica matematica e una delle più grandi figure del pensiero del novecento. Padre dei calcoli di deduzione naturale e delle sequenze, grazie ai suoi risultati ha saputo, almeno in parte, superare i famosi teoremi limitativi goedeliani. Il presente profilo si propone di ripercorrere e illustrare, in maniera semplice e chiara, alcuni fra i suoi contributi più importanti, dedicando un'attenzione particolare alla loro rilevanza filosofica.

  • Luitzen Egbertus Jan Brouwer
    di Miriam Franchella

    Il matematico olandese Luitzen Egbertus Jan Brouwer (1881-1966) è noto nella topologia per alcuni importanti teoremi (ad esempio, il teorema del punto fisso), mentre nella storia della matematica e nella filosofia è conosciuto come il padre dell'Intuizionismo. Ciò che caratterizza fortemente la sua produzione scientifica è lo stretto legame tra la sua visione del mondo e il suo progetto di una matematica costruttiva. A partire da una concezione mistica della vita, infatti, Brouwer ha portato avanti un progetto di edificazione della matematica come realizzazione, indipendente dal linguaggio e senza finalità applicative, delle potenzialità presenti nella nostra intuizione del tempo.

  • Rudolf Carnap
    di Paolo Tripodi

    Per fornire un quadro generale e sintetico della filosofia di Rudolf Carnap (Ronsdorf, Germania 1891 – Santa Monica, California 1970), in questo Profilo si è deciso di focalizzare l'attenzione sulle questioni metafilosofiche, mostrando alcuni esempi significativi del modo in cui Carnap ha concepito, nelle tre fasi principali della sua vicenda intellettuale, il compito della filosofia (specialmente in relazione a uno dei temi carnapiani più importanti, vale a dire l'idea che i problemi della metafisica debbano essere "sgonfiati" e dissolti): da quando, negli anni giovanili (1922-1926), si proponeva di costituire la conoscenza scientifica a partire da una base fenomenica e mediante l'uso di relazioni puramente logiche o strutturali a quando, nel periodo viennese e praghese (1926-1936), ambiva a fare della filosofia la logica della scienza, fino a quando, dopo l'emigrazione negli Stati Uniti (1936-1970), ha progressivamente affinato l'idea che la filosofia sia un tipo di esplicazione concettuale.

  • John Dewey
    di Brunella Casalini

    In questo breve profilo, dopo aver tracciato alcuni cenni biografici, illustreremo i tratti fondamentali della ricostruzione della filosofia proposta da Dewey, per vedere, infine, come la sua filosofia dell'esperienza offra una base coerente alle sue teorie dell'educazione e della democrazia.

  • John Ellis McTaggart
    di Luigi Cimmino

    John Ellis McTaggart è, assieme a Francis Bradley, l'esponente principale dell'hegelismo di lingua inglese e uno dei metafisici di maggior spessore dell'inizio del XX secolo. In questa voce oltre a riassumere i temi principali trattati nel magnum opus di McTaggart, La natura dell'esistenza (ontologia e idealismo; etica, misticismo), particolare attenzione verrà dedicata al nucleo della prova sull'irrealtà del tempo, l'argomento per cui il filosofo inglese è attualmente noto. La conclusione della prova di McTaggart non è oggi considerata corretta pressoché da nessuno, eppure la filosofia del tempo successiva a essa intraprende una strada, e un esponenziale incremento di analisi concettuale, prima non battuta.

  • Bertrand Russell
    di Gianluigi Oliveri

    Bertrand Russell è stato uno dei filosofi più influenti del '900. L'importanza del suo lavoro non può essere confinata ad un particolare ambito tematico quale la logica matematica o la filosofia del linguaggio. Dotato di una vitalità straordinaria, di una grande curiosità e di un intelletto acutissimo, la sua produzione scientifica è sterminata.


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