Recensioni


- Discussione critica
Markus Gabriel, Il senso dell'esistenza. Per un nuovo realismo ontologico, Roma, Carocci Editore, 2012, p. 162
di Leonardo Marchettoni
Il nome di Markus Gabriel, giovane filosofo tedesco, professore a Bonn ha iniziato a circolare in Italia in occasione del dibattito sul "Nuovo Realismo" inaugurato da Maurizio Ferraris. Questa circostanza è, in un certo modo, paradossale, dal momento che, come argomenterò, Gabriel difende una forma di realismo così estremo – da lui denominata "iperrealismo ontologico"– da collassare in un prospettivismo radicale.

- Discussione critica
Andrea Moro, Parlo dunque sono. Diciassette istantanee sul linguaggio, Milano, Adelphi, 2012, pp. 114
di Alessandro Pizzo
Tutti noi parliamo e lo facciamo nella misura in cui siamo. Moro, però, propone d'invertire la considerazione, partendo dal fatto che siamo proprio perché parliamo. A questo scopo è dedicato il presente volume, Parlo dunque sono. Diciassette istantanee sul linguaggio. Si tratta di un testo breve ma denso di spunti teorici che è possibile importare in sede filosofica per prendere in considerazione, sotto luci diverse, il tema del linguaggio.

- Discussione critica
Massimo Marraffa, Alfredo Paternoster, Persone, menti, cervelli. Storia, metodi e modelli delle scienze della mente, Milano, Mondadori Università, 2012, pp. 304
di Ines Adornetti
Undici settembre 1956, Massachusetts Institute of Technology (MIT), Cambridge, Stati Uniti. Allen Newell, laurea in fisica a Stanford, Herbert Simon, PhD in scienze politiche all'università di Chicago, Noam Chomsky, PhD in linguistica all'università della Pennsylvania, e George Miller, PhD in psicologia ad Harvard, presentano i risultati dei propri studi nel corso della seconda giornata del Symposium on Information Theory che si sta tenendo in quei giorni presso la prestigiosa università americana.

- Recensione
Giuliano Torrengo, I viaggi nel tempo. Una guida filosofica, Roma-Bari, Editori Laterza, 2011, pp. 178
di Vincenzo Fano, Giovanni Macchia
Nel 1976, uno dei più importanti filosofi della seconda metà del ventesimo secolo, l'americano David Lewis, esordisce in un suo famoso articolo con questa considerazione: «Il viaggio nel tempo, io sostengo, è possibile. I paradossi del viaggio nel tempo sono stranezze, non impossibilità» (Lewis 1976, p. 145).


- Recensione
Michael C. Corballis, The Recursive Mind. The Origins of Human Language, Thought, and Civilization, Princeton, Princeton University Press, 2011, pp. 291
di Francesco Ferretti
Lo studio della natura umana ha da sempre coinvolto il tema del linguaggio. La riflessione sulle peculiarità che caratterizzano gli esseri umani è, in effetti, in primo luogo l'analisi delle proprietà che rendono la nostra specie diversa da tutte le altre: poiché solo gli umani parlano (gli altri animali comunicano soltanto), il linguaggio rappresenta un candidato ideale per corroborare la tesi della 'unicità' degli esseri umani nel mondo della natura. Una tesi di questo tipo è pienamente conforme al programma cartesiano caratterizzante larga parte della scienza cognitiva contemporanea: secondo Noam Chomsky, uno dei padri fondatori di questo indirizzo di studi, il linguaggio umano segna una linea netta di demarcazione (una distinzione di ordine qualitativo) tra noi e tutti gli altri animali. In forza del linguaggio, secondo questa ipotesi interpretativa, gli esseri umani guadagnano uno statuto di 'specialità' nella natura.

- Recensione
Raymond W. Gibbs – Herbert L. Colston, Irony in Language and Thought. A Cognitive Science Reader, Lawrence Erlbaum, New York, 2007, pp. 607
di Francesca Ervas
"Che bella giornata di sole!" pronunciato durante una tempesta: è questo probabilmente l'esempio più utilizzato per far capire che cosa si intende dire quando si parla di "ironia". Tuttavia l'ironia non si lascia ridurre all'opposto di ciò che è detto, come viene comunemente definita, perché, invece, dire "Che tempaccio!" quando splende il sole, ci dà la sensazione di un'"ironia sbagliata" (Bazzanella 2009).

- Recensione
Telmo Pievani, La vita inaspettata. Il fascino di un'evoluzione che non ci aveva previsto, Milano, Raffaello Cortina Editore, Collana "Scienza e Idee", 2011, pp.253
di Domenica Bruni
«In fondo io non ho percorso una strada, probabilmente perché ho sempre avuto paura di imboccare una strada senza fine e quindi senza senso. Se volessi, dicevo ogni volta a me stesso, potrei farlo. Ma non ho imboccato nessuna strada. Qualcosa è successo, sono diventato più vecchio, non sono rimasto fermo, ma non ho imboccato nessuna strada».