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05.12.2009
    Saggi
  • La distinzione fregeana tra Senso e Riferimento
    di Vera Tripodi

    Quali sono gli elementi del 'significato' di un termine singolare o di un enunciato? In cosa consiste propriamente la comprensione del senso e del riferimento di un'espressione linguistica? In Senso e Significato, Frege mostra che la conoscenza del senso di un'espressione non implica la conoscenza del suo riferimento. Il riferimento non è, vale a dire, un elemento del significato e non fa parte di ciò che deve essere conosciuto da chi comprende un'espressione. La comprensione di una data parola, suggerisce Frege, non consiste semplicemente nel fatto che associamo a essa qualcosa come referente. Dobbiamo possedere un mezzo per compiere questa associazione. Questo mezzo è precisamente il senso di una parola.

05.12.2009
    Saggi
  • La svolta linguistica e le sue origini
    di Vera Tripodi

    Perché la 'svolta linguistica' è una prerogativa della filosofia analitica e cosa la definì esattamente? Delle tesi che condussero al compimento di essa è possibile individuare le seguenti tre: (i) la filosofia del linguaggio è filosofia prima; (ii) i pensieri vanno 'estromessi' dalla nostra mente; (iii) i pensieri hanno un carattere pubblico e articolato.

05.12.2009
    Saggi
  • Vaghezza
    di Silvia Gaio

    Nel contributo viene presentato il fenomeno linguistico della vaghezza e vengono indicati i problemi filosofici che questo fenomeno comporta. Sono considerati gli aspetti comuni a tutte le espressioni vaghe del linguaggio ordinario: casi borderline, confini (apparentemente) sfumati, paradosso del Sorite. Questi distinguono la vaghezza da altri fenomeni linguistici, quali l'ambiguità, la sottospecificazione e la dipendenza contestuale. Vengono, poi, presentate brevemente le tesi sostenute dalle principali teorie che cercano di spiegare tale fenomeno e di risolvere i problemi di natura logica che esso comporta.

04.12.2009
    Saggi
  • Argomenti di indispensabilità in filosofia della matematica
    di Andrea Sereni

    Supponiamo che vi siano teorie scientifiche vere, o comunque ben confermate, e che certe teorie matematiche risultino indispensabili, in qualche modo da specificare, per queste teorie scientifiche. Se assumiamo che queste teorie scientifiche possano essere vere (o confermate) solo a condizione che siano vere (o confermate) le teorie matematiche cui esse ricorrono in maniera indispensabile, dobbiamo concludere che anche queste ultime sono vere, o almeno confermate. Se inoltre crediamo che le teorie matematiche in questione parlino di un dominio di oggetti, e che possano essere vere (o confermate) solo a condizione che questi oggetti esistano (o che sia giustificato ritenere che esistano), dobbiamo concludere che questi oggetti esistono (o che è giustificato ritenere che esistano). Questa è l'idea fondamentale alla base dell'argomento di indispensabilità, inizialmente suggerito da Quine e Putnam, e attualmente oggetto di un vasto dibattito. L'argomento, apparentemente semplice, si basa in realtà su una serie di assunzioni discutibili, e fa appello a nozioni controverse. Anche per questo, diverse sue versioni possono essere formulate e discusse.


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