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Ordina per Data pubblicazione Titolo Tipologia


21.06.2010
    Saggi
  • Il paradosso di Zenone
    di Vincenzo Fano

    Il saggio presenta una discussione critica del paradosso di Zenone chiamato l'Achille, con attenzione soprattutto alla sua fortuna, in particolare negli ultimi cento anni. Si distingue l'aspetto puramente matematico relativo al problema della serie infinite convergenti, quello ontologico relativo alla questione dei supercompiti e quello filosofico della densità dello spazio, del tempo e del moto. Riguardo al primo, si sottolinea come da Cauchy in poi si possa dire che il problema sia sostanzialmente risolto. Per quanto concerne il secondo, si mostra come, per superare il problema, occorra assumere la continuità dello spazio. Infine, relativamente al terzo, si discutono gli argomenti a favore della densità dello spazio, del tempo e del moto basati sulla percezione e sul realismo scientifico.

08.12.2009
    Saggi
  • Responsabilità
    di Filippo Santoni de Sio

    Responsabilità può significare molte cose: possedere obblighi legati a un ruolo, avere le qualità richieste per partecipare al "gioco" delle attribuzioni delle conseguenze delle proprie azioni, aver compiuto azioni od omissioni degne di biasimo oppure, più semplicemente, doversi fare carico di danni (o benefici) causati ad altri col proprio comportamento. Molti ritengono che le attribuzioni di colpevolezza e biasimo (la "responsabilità morale") – punto di partenza privilegiato della ricerca – siano moralmente accettabili soltanto sullo sfondo di una concezione metafisica del "libero arbitrio". In realtà, prese come sistema, esse sono moralmente giustificate soprattutto in virtù dei loro effetti positivi in termini di prevenzione di comportamenti futuri indesiderati. Certamente, nelle loro applicazioni specifiche, esse pongono anche molti altri problemi morali, non risolvibili senza il riferimento a considerazioni "metafisiche" su aspetti del concetto di persona, sulla natura della mente e dell'azione, nonché a valutazioni normative di giustizia ed equità. Analoga struttura ha l'analisi degli altri sensi di responsabilità.

08.12.2009
    Saggi
  • La disputa nominalisti-universalisti
    di Francesco F. Calemi

    Gli enti che popolano il mondo devono essere molti ed in qualche modo uno. È questa la tensione teoretica fondamentale che dà luogo ad uno dei più annosi e nondimeno più attuali dibattiti filosofici: il problema degli universali. Da Platone a Quine, attraverso Tommaso d'Aquino, Galilei e Russell – solo per nominare alcuni casi rappresentativi –, il problema degli universali ha avuto grande rilevanza per questioni riguardanti l'epistemologia, la teologia, la scienza, la matematica e la semantica. Il presente lavoro intende essere espositivo e focalizzerà l'attenzione sul nucleo problematico principale, ossia su come sia possibile, se lo è, che enti numericamente differenti abbiano una natura qualitativa identica. In quanto segue passeremo in rassegna le soluzioni più eminenti, ossia l'universalismo, il nominalismo ed il particolarismo, vagliando per ciascuna di esse i relativi pro e contra.

08.12.2009
    Saggi
  • Normatività
    di Elisabetta Lalumera

    Le norme sono standard di valutazione e guidano il nostro comportamento razionale. Tutte le aree della filosofia trattano di norme e concetti normativi. Il presente contributo illustra in breve le principali questioni discusse oggi in filosofia analitica sulla norme e i concetti normativi: la domanda metafisica, la questione epistemologica, il problema della motivazione e l'estensione dell'ambito del normativo dai domini tradizionali dell'etica e teoria dell'azione, allo studio del significato e della mente.

05.12.2009
    Saggi
  • La distinzione fregeana tra Senso e Riferimento
    di Vera Tripodi

    Quali sono gli elementi del 'significato' di un termine singolare o di un enunciato? In cosa consiste propriamente la comprensione del senso e del riferimento di un'espressione linguistica? In Senso e Significato, Frege mostra che la conoscenza del senso di un'espressione non implica la conoscenza del suo riferimento. Il riferimento non è, vale a dire, un elemento del significato e non fa parte di ciò che deve essere conosciuto da chi comprende un'espressione. La comprensione di una data parola, suggerisce Frege, non consiste semplicemente nel fatto che associamo a essa qualcosa come referente. Dobbiamo possedere un mezzo per compiere questa associazione. Questo mezzo è precisamente il senso di una parola.

05.12.2009
    Saggi
  • La svolta linguistica e le sue origini
    di Vera Tripodi

    Perché la 'svolta linguistica' è una prerogativa della filosofia analitica e cosa la definì esattamente? Delle tesi che condussero al compimento di essa è possibile individuare le seguenti tre: (i) la filosofia del linguaggio è filosofia prima; (ii) i pensieri vanno 'estromessi' dalla nostra mente; (iii) i pensieri hanno un carattere pubblico e articolato.

05.12.2009
    Saggi
  • Vaghezza
    di Silvia Gaio

    Nel contributo viene presentato il fenomeno linguistico della vaghezza e vengono indicati i problemi filosofici che questo fenomeno comporta. Sono considerati gli aspetti comuni a tutte le espressioni vaghe del linguaggio ordinario: casi borderline, confini (apparentemente) sfumati, paradosso del Sorite. Questi distinguono la vaghezza da altri fenomeni linguistici, quali l'ambiguità, la sottospecificazione e la dipendenza contestuale. Vengono, poi, presentate brevemente le tesi sostenute dalle principali teorie che cercano di spiegare tale fenomeno e di risolvere i problemi di natura logica che esso comporta.

04.12.2009
    Saggi
  • Argomenti di indispensabilità in filosofia della matematica
    di Andrea Sereni

    Supponiamo che vi siano teorie scientifiche vere, o comunque ben confermate, e che certe teorie matematiche risultino indispensabili, in qualche modo da specificare, per queste teorie scientifiche. Se assumiamo che queste teorie scientifiche possano essere vere (o confermate) solo a condizione che siano vere (o confermate) le teorie matematiche cui esse ricorrono in maniera indispensabile, dobbiamo concludere che anche queste ultime sono vere, o almeno confermate. Se inoltre crediamo che le teorie matematiche in questione parlino di un dominio di oggetti, e che possano essere vere (o confermate) solo a condizione che questi oggetti esistano (o che sia giustificato ritenere che esistano), dobbiamo concludere che questi oggetti esistono (o che è giustificato ritenere che esistano). Questa è l'idea fondamentale alla base dell'argomento di indispensabilità, inizialmente suggerito da Quine e Putnam, e attualmente oggetto di un vasto dibattito. L'argomento, apparentemente semplice, si basa in realtà su una serie di assunzioni discutibili, e fa appello a nozioni controverse. Anche per questo, diverse sue versioni possono essere formulate e discusse.


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