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Ordina per Data pubblicazione Titolo Tipologia


28.06.2011
    Saggi
  • Composizionalità
    di Daria Mingardo

    Il principio di composizionalità afferma che il significato di un'espressione complessa è determinato dal significato dei costituenti dell'espressione complessa e dalla struttura sintattica dell'espressione stessa. Esso è tradizionalmente considerato uno dei desiderata fondamentali della semantica. Di fatto, l'adeguatezza delle teorie semantiche e filosofiche del linguaggio naturale è giudicata (anche) in base alla conformità di queste al principio di composizionalità. A fronte di tale prassi, i punti controversi sono numerosi. Questo contributo si propone allora di illustrare le principali dimensioni di complessità del problema 'composizionalità': la questione del contenuto del principio (cosa dice, e cosa non dice il principio di composizionalità), la questione degli argomenti che dovrebbero giustificare la sua adozione da parte della semantica del linguaggio naturale e, infine, la questione dei (presunti) controesempi alla composizionalità.

22.06.2011
    Saggi
  • Neutralità liberale
    di Corrado Del Bò

    In certa teoria liberale l'idea di neutralità dello Stato costituisce il criterio per risolvere alcuni conflitti che caratterizzano le società democratiche pluralistiche contemporanee. In questo contributo si perseguiranno tre obiettivi: mettere in luce la complessità interna della nozione di neutralità; chiarire il tipo di problema che il principio di neutralità vuole risolvere; mostrare come il principio di neutralità sia alla base di una certa variante di liberalismo (il liberalismo politico), facendo altresì cenno all'idea di eguale rispetto come fondamento su cui tale principio può essere difeso.

22.06.2011
    Saggi
  • I fattori di verità
    di Stefano Caputo

    C'è qualche entità in virtù di cui la proposizione che Aphex è una rivista on line è vera? Entità di questo genere sono state chiamate "fattori di verità" (truth-makers): i fattori di verità sono le entità che rendono vere le proposizioni. Il dibattito sui fattori di verità è stato centrale nella discussione filosofica degli ultimi vent'anni: nozioni come quella di rendere vero e fattore di verità promettevano infatti da una parte di gettare un ponte fra temi centrali in filosofia, come la teoria della verità, l'ontologia e la metafisica, dall'altra di rivitalizzare la veneranda teoria della verità come corrispondenza. In quanto segue verranno esposte le linee principali del dibattito che ha ruotato intorno a due questioni: 1) la corretta analisi della nozione di rendere vero; 2) gli argomenti pro o contro l'esistenza di fattori di verità.

11.02.2011
    Saggi
  • Logica deontica
    di Alessandro Pizzo

    La logica deontica, formulata per la prima volta in maniera compiuta nel 1951 da Georg Henrik von Wright, una figura originale nel panorama filosofico del secolo scorso, ha un rapporto stretto con la filosofia analitica. Infatti, viene considerata una logica degli usi normativi del linguaggio. La sua evoluzione, tuttavia, non è affatto pacifica, delineando un percorso di sviluppo del tutto peculiare: da una logica delle modalità enunciative ad una logica della razionalità pratica.

04.02.2011
    Saggi
  • Mereologia
    di Claudio Calosi

    La mereologia è la teoria formale della parti e delle relazioni di parte. Questo lavoro presenta uno sviluppo formale di teorie mereologiche di diversa forza e portata derivate dall'assunzione di assiomi filosoficamente controversi. Discute inoltre i principali problemi filosofici e soluzioni possibili sollevati dall'assunzione di tali assiomi. Una particolare attenzione è data a questioni particolarmente importanti in metafisica analitica quali identità e composizione.

04.02.2011
    Saggi
  • Significato, uso e inferenza
    di Francesco Gusmano

    I significati delle parole non sono entità astratte o misteriose, collocate in uno spazio imprecisato e indefinibile. Essi, in realtà, vanno rintracciati nelle pratiche quotidiane del discorso. Il linguaggio serve a comunicare le proprie sensazioni, a veicolare i propri pensieri. Perciò il suo significato non può in alcun modo essere disgiunto dalla dimensione concreta del parlare, dai modi in cui gli individui usano parole ed enunciati. Due esiti possibili di un simile approccio al problema del significato sono la teoria del significato come uso e la teoria del significato come inferenza.Secondo la prima concezione, che ha in Wittgenstein uno dei suoi principali esponenti, il significato delle parole consiste nel loro impiego quotidiano, nel modo in cui esse vengono usate e comprese nella conversazione di tutti i giorni. Conoscere il significato perciò equivale a padroneggiare le regole d'uso delle parole nel contesto del discorso, all'interno di quella dimensione concreta che Wittgenstein definisce con la nozione di "gioco linguistico". Nella seconda concezione, riconducibile a Wilfrid Sellars, le regole d'uso vengono analizzate in termini di processi inferenziali, per cui padroneggiare una regola vuol dire essere in grado di sviluppare tutte le implicazioni sottese che le parole tra di loro, di fatto, hanno.

30.08.2010
    Saggi
  • Caos deterministico, modelli matematici e previdibilità
    di Gian Italo Bischi

    Il saggio fornisce una introduzione al concetto di caos deterministico, invitando il lettore a scoprirne operativamente le principali caratteristiche e cercando nel contempo di mettere in luce gli sviluppi storici e alcuni temi di dibattito filosofico ed epistemologico ad esso collegati. In particolare discute la distinzione fra rappresentazione matematica, determinismo e prevedibilità nei sistemi dinamici non lineari, e come questo si riflette nei vari settori della scienza in cui la modellistica dinamica gioca un ruolo importante.

21.06.2010
    Saggi
  • Il paradosso di Zenone
    di Vincenzo Fano

    Il saggio presenta una discussione critica del paradosso di Zenone chiamato l'Achille, con attenzione soprattutto alla sua fortuna, in particolare negli ultimi cento anni. Si distingue l'aspetto puramente matematico relativo al problema della serie infinite convergenti, quello ontologico relativo alla questione dei supercompiti e quello filosofico della densità dello spazio, del tempo e del moto. Riguardo al primo, si sottolinea come da Cauchy in poi si possa dire che il problema sia sostanzialmente risolto. Per quanto concerne il secondo, si mostra come, per superare il problema, occorra assumere la continuità dello spazio. Infine, relativamente al terzo, si discutono gli argomenti a favore della densità dello spazio, del tempo e del moto basati sulla percezione e sul realismo scientifico.

08.12.2009
    Saggi
  • Responsabilità
    di Filippo Santoni de Sio

    Responsabilità può significare molte cose: possedere obblighi legati a un ruolo, avere le qualità richieste per partecipare al "gioco" delle attribuzioni delle conseguenze delle proprie azioni, aver compiuto azioni od omissioni degne di biasimo oppure, più semplicemente, doversi fare carico di danni (o benefici) causati ad altri col proprio comportamento. Molti ritengono che le attribuzioni di colpevolezza e biasimo (la "responsabilità morale") – punto di partenza privilegiato della ricerca – siano moralmente accettabili soltanto sullo sfondo di una concezione metafisica del "libero arbitrio". In realtà, prese come sistema, esse sono moralmente giustificate soprattutto in virtù dei loro effetti positivi in termini di prevenzione di comportamenti futuri indesiderati. Certamente, nelle loro applicazioni specifiche, esse pongono anche molti altri problemi morali, non risolvibili senza il riferimento a considerazioni "metafisiche" su aspetti del concetto di persona, sulla natura della mente e dell'azione, nonché a valutazioni normative di giustizia ed equità. Analoga struttura ha l'analisi degli altri sensi di responsabilità.

08.12.2009
    Saggi
  • La disputa nominalisti-universalisti
    di Francesco F. Calemi

    Gli enti che popolano il mondo devono essere molti ed in qualche modo uno. È questa la tensione teoretica fondamentale che dà luogo ad uno dei più annosi e nondimeno più attuali dibattiti filosofici: il problema degli universali. Da Platone a Quine, attraverso Tommaso d'Aquino, Galilei e Russell – solo per nominare alcuni casi rappresentativi –, il problema degli universali ha avuto grande rilevanza per questioni riguardanti l'epistemologia, la teologia, la scienza, la matematica e la semantica. Il presente lavoro intende essere espositivo e focalizzerà l'attenzione sul nucleo problematico principale, ossia su come sia possibile, se lo è, che enti numericamente differenti abbiano una natura qualitativa identica. In quanto segue passeremo in rassegna le soluzioni più eminenti, ossia l'universalismo, il nominalismo ed il particolarismo, vagliando per ciascuna di esse i relativi pro e contra.

08.12.2009
    Saggi
  • Normatività
    di Elisabetta Lalumera

    Le norme sono standard di valutazione e guidano il nostro comportamento razionale. Tutte le aree della filosofia trattano di norme e concetti normativi. Il presente contributo illustra in breve le principali questioni discusse oggi in filosofia analitica sulla norme e i concetti normativi: la domanda metafisica, la questione epistemologica, il problema della motivazione e l'estensione dell'ambito del normativo dai domini tradizionali dell'etica e teoria dell'azione, allo studio del significato e della mente.

05.12.2009
    Saggi
  • La distinzione fregeana tra Senso e Riferimento
    di Vera Tripodi

    Quali sono gli elementi del 'significato' di un termine singolare o di un enunciato? In cosa consiste propriamente la comprensione del senso e del riferimento di un'espressione linguistica? In Senso e Significato, Frege mostra che la conoscenza del senso di un'espressione non implica la conoscenza del suo riferimento. Il riferimento non è, vale a dire, un elemento del significato e non fa parte di ciò che deve essere conosciuto da chi comprende un'espressione. La comprensione di una data parola, suggerisce Frege, non consiste semplicemente nel fatto che associamo a essa qualcosa come referente. Dobbiamo possedere un mezzo per compiere questa associazione. Questo mezzo è precisamente il senso di una parola.

05.12.2009
    Saggi
  • La svolta linguistica e le sue origini
    di Vera Tripodi

    Perché la 'svolta linguistica' è una prerogativa della filosofia analitica e cosa la definì esattamente? Delle tesi che condussero al compimento di essa è possibile individuare le seguenti tre: (i) la filosofia del linguaggio è filosofia prima; (ii) i pensieri vanno 'estromessi' dalla nostra mente; (iii) i pensieri hanno un carattere pubblico e articolato.

05.12.2009
    Saggi
  • Vaghezza
    di Silvia Gaio

    Nel contributo viene presentato il fenomeno linguistico della vaghezza e vengono indicati i problemi filosofici che questo fenomeno comporta. Sono considerati gli aspetti comuni a tutte le espressioni vaghe del linguaggio ordinario: casi borderline, confini (apparentemente) sfumati, paradosso del Sorite. Questi distinguono la vaghezza da altri fenomeni linguistici, quali l'ambiguità, la sottospecificazione e la dipendenza contestuale. Vengono, poi, presentate brevemente le tesi sostenute dalle principali teorie che cercano di spiegare tale fenomeno e di risolvere i problemi di natura logica che esso comporta.

04.12.2009
    Saggi
  • Argomenti di indispensabilità in filosofia della matematica
    di Andrea Sereni

    Supponiamo che vi siano teorie scientifiche vere, o comunque ben confermate, e che certe teorie matematiche risultino indispensabili, in qualche modo da specificare, per queste teorie scientifiche. Se assumiamo che queste teorie scientifiche possano essere vere (o confermate) solo a condizione che siano vere (o confermate) le teorie matematiche cui esse ricorrono in maniera indispensabile, dobbiamo concludere che anche queste ultime sono vere, o almeno confermate. Se inoltre crediamo che le teorie matematiche in questione parlino di un dominio di oggetti, e che possano essere vere (o confermate) solo a condizione che questi oggetti esistano (o che sia giustificato ritenere che esistano), dobbiamo concludere che questi oggetti esistono (o che è giustificato ritenere che esistano). Questa è l'idea fondamentale alla base dell'argomento di indispensabilità, inizialmente suggerito da Quine e Putnam, e attualmente oggetto di un vasto dibattito. L'argomento, apparentemente semplice, si basa in realtà su una serie di assunzioni discutibili, e fa appello a nozioni controverse. Anche per questo, diverse sue versioni possono essere formulate e discusse.


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