Temi

Ordina per Data pubblicazione Titolo Tipologia


28.06.2013
    Saggi
  • Il test della falsa credenza
    di Marco Fenici

    La ricerca empirica nelle scienze cognitive può essere di supporto all'indagine filosofica sullo statuto ontologico e epistemologico dei concetti mentali, ed in particolare del concetto di credenza. Da oltre trent'anni gli psicologi utilizzano il test della falsa credenza per valutare la capacità dei bambini di attribuire stati mentali a se stessi e a agli altri. Tuttavia non è stato ancora pienamente compreso né quali requisiti cognitivi siano necessari per passare il test né quale sia il loro sviluppo. In questo articolo analizzo l'impatto della funzione esecutiva e delle abilità linguistiche per la capacità di passare il test della falsa credenza. Suggerisco che tale abilità dipende dall'acquisizione di un nuovo formato rappresentazionale per codificare la falsità degli stati mentali altrui. I dati in nostro possesso non permettono tuttavia di precisare la natura di tale formato.

18.06.2013
    Saggi
  • Descrizioni definite
    di Massimiliano Vignolo

    Questo tema è una esposizione introduttiva della nozione di descrizione definita che si pose all'attenzione di filosofi e linguisti a partire dalla pubblicazione dell'articolo di Bertrand Russell intitolato "On Denoting" nel 1905. L'esposizione verte principalmente sulla semantica delle descrizioni definite. Dopo la presentazione della teoria russelliana e il modo in cui essa è oggigiorno recepita in termini di quantificatori ristretti, sono discusse le principali obiezioni che sono state mosse contro la teoria russelliana e per ultima è discussa la teoria contestualista delle descrizioni definite.

17.06.2013
    Saggi
  • Il Disaccordo
    di Michele Palmira

    Il fenomeno del disaccordo è al centro di dibattiti sia in filosofia del linguaggio che in epistemologia, sebbene per ragioni differenti. In filosofia del linguaggio, il disaccordo è al centro del dibattito tra contestualismo e relativismo. Secondo alcuni filosofi solo una relativizzazione radicale della verità può spiegare il disaccordo in aree di inclinazione. In epistemologia, invece, l'attenzione è spostata sul problema di come reagire di fronte ad una situazione di disaccordo in cui il nostro antagonista ha le nostre stesse informazioni ed abilità di giudizio riguardo al problema in questione. Alcuni filosofi ritengono che in situazioni del genere dovremmo abbandonare le nostre opinioni; altri, invece, sostengono che sia razionale persistere nel disaccordo. Lo scopo del presente articolo è offrire un resoconto dei rispettivi dibattiti analizzando gli argomenti a favore e contro le posizioni più interessanti su questi due problemi che emergono dalla letteratura contemporanea.

31.03.2013
    Saggi
  • Narrazioni processuali
    di Giovanni Tuzet

    Il saggio chiede quale sia il contributo delle narrazioni processuali alla giustizia intesa come corretta applicazione del diritto e se le narrazioni dei soggetti processuali siano (più) simili alle narrazioni letterarie, a quelle storiche, o a resoconti scientifici. Date le somiglianze e le differenze fra tali narrazioni e resoconti, il saggio sostiene che è scorretto equiparare le narrazioni processuali a un altro genere di narrazioni: è un genere peculiare di narrazioni, irriducibile ad altri.

31.03.2013
    Saggi
  • Autoinganno
    di Patrizia Pedrini

    In questo tema viene esplorato il fenomeno dell'autoinganno, che appartiene alla famiglia della cosiddetta "irrazionalità motivata". Ripercorreremo i nodi problematici principali su cui la discussione filosofica si concentra, tra i quali il problema di stabilire se l'autoinganno sia o non sia intenzionale; affronteremo il problema del contenuto motivazionale dell'autoinganno, riassunto dalla domanda "Che cosa vuole chi si autoinganna?"; cercheremo di aggiudicare la questione se l'autoingannato sia davvero convinto della verità di quel che va raccontandosi. Vedremo anche che cos'è che l'autoingannato non sa di sé mentre si autoinganna e analizzeremo come dobbiamo giudicare l'autoinganno in qualità di osservatori esterni.

31.03.2013
    Saggi
  • Paradossi scettici
    di Daniele Sgaravatti

    Questo contributo si propone di introdurre alla discussione dello scetticismo nel dibattito analitico contemporaneo. Considereremo due tipi di argomenti che mirano a mostrare la nostra mancanza di conoscenza. Il primo tipo di argomento parte dalla possibilità di ipotesi scettiche, ipotesi secondo le quali le nostre credenze sono false ma le apparenze sono immutate. Il secondo tipo di argomento tenta di dimostrare un'incoerenza interna nell'idea stessa di una giustificazione razionale che non sia una prova deduttiva. Varie riposte a questi argomenti vengono considerate e discusse criticamente; in particolare una risposta esternista, sviluppata da Tim Williamson, una risposta "dogmatista", sviluppata da Jim Pryor, ed una risposta di ispirazione wittgensteiniana, sviluppata da Crispin Wright.

31.03.2013
    Saggi
  • La spiegazione matematica
    di Daniele Molinini

    Il concetto di spiegazione matematica, benché sottoposto ad analisi filosofica fin dai tempi di Aristotele, ha recentemente assunto un ruolo chiave nel dibattito filosofico contemporaneo in filosofia della scienza e in filosofia della matematica. In quest'articolo introdurremo le linee generali della questione, dividendo innanzitutto l'analisi della spiegazione matematica nelle due aree principali che contraddistinguono il suo studio (spiegazione matematica nelle scienze empiriche e spiegazione matematica in matematica, rispettivamente). Illustreremo poi alcune tra le principali posizioni filosofiche che sono state sviluppate per catturare questa nozione, cercando di identificare alcuni criteri o caratterizzazioni tipiche della spiegazione matematica che sono state proposte nel dibattito contemporaneo. Infine mostreremo come lo studio della spiegazione matematica interessi dibattiti filosofici che riguardano aree diverse della filosofia della scienza e della filosofia della matematica.

02.02.2013
    Saggi
  • Modus Ponens
    di Fabrizio Cariani

    Questo articolo discute vari tentativi di esibire controesempi al modus ponens. In apertura, si chiarisce cosa significhi esibire un controesempio a un principio logico. Nel resto dell'articolo si considerano tre tipologie di attacco al modus ponens: (i) i controesempi di McGee la cui premessa maggiore consiste di condizionali iterati (ii) i controesempi di Lycan e (iii) alcune obiezioni al modus ponens basate su controesempi al modus tollens. Per ogni tipologia di controesempio, si discutono le principali reazioni critiche. Nella sezione conclusiva, si implementa una semantica formale indipendentemente motivata: a questa semantica si possono abbinare due distinte definizioni di conseguenza logica. Secondo l'una, il modus ponens è invalido; secondo l'altra, valido.

24.01.2013
    Saggi
  • Nuovo Realismo
    di Stefano Vaselli

    In questo tema si analizzano le teorie che Maurizio Ferraris ha presentato nel volume Manifesto del Nuovo Realismo sotto l'etichetta di "Nuovo Realismo", scegliendo, per comodità e per distinguere la definizione data da Ferraris da altri precedenti utilizzi di questa terminologia, di usare anche l'espressione "NeoRealismo filosofico". Il NeoRealismo filosofico non solo afferma l'esistenza di una realtà indipendente dalla nostra capacità di conoscerla ma tenta di far cortocircuitare questo assioma con la tesi kantiana per cui "i pensieri senza contenuto sono vuoti, le intuizioni senza concetti sono cieche", elaborando una confutazione dei più strambi "fashionable nonsense" delle filosofie postmoderne e, più in generale, di ogni forma di relativismo ontologico ed epistemologico. Queste ultime (ma in verità anche quelle di autori non ancora postmoderni come Nietzsche) sono colpevoli, a parere di Ferraris, di avere smarrito il senso più "illuministico" e la vocazione alla "parresia" della critica filosofica più autentica e genuina. Tuttavia mentre in Documentalità Ferraris affermava senza esitazioni che nel realismo occorre distinguere e separare nettamente il piano della realtà da quello della verità, nel Manifesto, tale distinzione viene omessa o non ulteriormente articolata.

14.01.2013
    Saggi
  • Il paradosso della conoscibilità
    di Davide Fassio

    Il paradosso della conoscibilità è un breve argomento la cui conclusione è che se ogni verità è conoscibile, allora ogni verità è conosciuta. Se si accetta l'ulteriore plausibile assunzione che vi siano verità che di fatto nessuno conosce, dalla conclusione dell'argomento è possibile derivare che ci sono verità che è impossibile conoscere. L'argomento è stato da molti considerato paradossale in quanto sembra dimostrare l'esistenza di limiti epistemici necessari partendo dalla mera contingente esistenza di ignoranza. Inoltre la conclusione del paradosso è stata considerata problematica per varie teorie filosofiche, come il realismo interno di Putnam e l'antirealismo semantico di Dummett e Wright, secondo le quali ogni verità è, almeno in linea di principio, conoscibile. Il presente contributo si propone di fornire una presentazione del paradosso e del dibattito filosofico sviluppatosi intorno a tale argomento. Riassumerò brevemente le circostanze storiche in cui il paradosso è stato formulato e discusso e presenterò le varie teorie filosofiche da esso potenzialmente minacciate. Discuterò poi le principali reazioni alla conclusione del paradosso ed esaminerò le critiche di cui è stato oggetto.

09.01.2013
    Saggi
  • Metafisica della persona umana
    di Alfredo Tomasetta

    Cos'è una persona umana? L'articolo presenta alcune delle principali risposte che i filosofi analitici contemporanei hanno dato a questa domanda. In particolare sono esaminate le seguenti teorie: la persona umana è un'anima immateriale, è un organismo appartenente alla specie Homo Sapiens, è un ente costituito ma distinto da un organismo umano, è un fascio di stati mentali, è un particolare oggetto quadri-dimensionale. Sono presentate brevemente le caratteristiche di fondo di queste posizioni, gli argomenti portati a loro favore e le difficoltà a cui vanno incontro.

09.01.2013
    Saggi
  • L'esternalismo del contenuto
    di Cristina Amoretti

    Come viene individuato il contenuto dei nostri stati mentali? Secondo l'esternalismo, il contenuto di (alcuni) nostri stati mentali dipende, perlomeno in parte, da fattori esterni all'individuo, comprendenti cioè non solo il cervello e il corpo ma anche l'ambiente esterno. Siccome il termine esternalismo è un'etichetta generalissima che racchiude posizioni assai diverse le une dalle altre, nel presente contributo si distinguerà tra il contenuto "semantico" degli stati intenzionali (credenze, desideri, intenzioni, speranze), che è concettuale e referenziale, e il contenuto "fenomenico" degli stati di coscienza (percezioni, sensazioni corporee, emozioni, stati d'animo), che è invece qualitativo ed esperienziale. Sulla base di questa classificazione, saranno trattati separatamente l'esternalismo semantico e l'esternalismo fenomenico.

07.10.2012
    Saggi
  • Teorie dell'Ironia
    di Francesco Paolo Gentile

    L'incredibile ricchezza linguistica e cognitiva dell'ironia ha fatto sì che intorno ad essa si stiano indirizzando sforzi comuni di spiegazione multidisciplinare. Dalle più disparate discipline, dalla filosofia del linguaggio all'estetica, dalla pragmatica alle scienze cognitive, si sono levate voci autorevoli che propongono questa o quest'altra teoria dei meccanismi sottesi alla creazione e alla comprensione dell'ironia. In questo saggio si cercherà di fare chiarezza sulle proposte più interessanti in ambito analitico circa la natura e il funzionamento dell'ironia.

07.10.2012
    Saggi
  • Ironia
    di Francesco Paolo Gentile

    Per millenni relegata ad un ruolo meramente ornamentale del linguaggio, possiamo oggi parlare di una generale scoperta dell'importanza dell'ironia nella comprensione sia dell'ambito comunicativo sia di quello espressivo della mente umana. In particolare, l'ironia riveste un ruolo fondamentale nell'abilità tutta umana di rappresentare punti di vista altrui e sottoporli a critica. In questo lavoro si intende valorizzare l'analisi di quest'aspetto, e allo stesso tempo offrire al lettore gli strumenti analitici per avvicinarsi in modo adeguato a questo tema.

07.10.2012
    Saggi
  • Esperimenti mentali
    di Margherita Arcangeli

    Benché gli esperimenti mentali percorrano l'intera storia della filosofia, dall'antichità ai giorni nostri, solo negli ultimi vent'anni la locuzione "esperimento mentale" si è consolidata nel vocabolario filosofico. Nel presente contributo si discuteranno due delle questioni principali, sorte dal lungo dibattito sulla sperimentazione mentale: che cos'è un esperimento mentale? Qual è la funzione degli esperimenti mentali? A nessuna di queste domande è stata data una risposta univoca. L'"esperimento mentale" viene comunemente definito come un ragionamento su di un caso immaginario, atto a confermare o meno alcune ipotesi od una teoria, ma rimane da chiarire, da un lato, se possa essere visto come vera sperimentazione o come teorizzazione e, dall'altro, se possa davvero avere un ruolo epistemologico e giustificativo.


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