Temi

Ordina per Data pubblicazione Titolo Tipologia


02.02.2013
    Saggi
  • Modus Ponens
    di Fabrizio Cariani

    Questo articolo discute vari tentativi di esibire controesempi al modus ponens. In apertura, si chiarisce cosa significhi esibire un controesempio a un principio logico. Nel resto dell'articolo si considerano tre tipologie di attacco al modus ponens: (i) i controesempi di McGee la cui premessa maggiore consiste di condizionali iterati (ii) i controesempi di Lycan e (iii) alcune obiezioni al modus ponens basate su controesempi al modus tollens. Per ogni tipologia di controesempio, si discutono le principali reazioni critiche. Nella sezione conclusiva, si implementa una semantica formale indipendentemente motivata: a questa semantica si possono abbinare due distinte definizioni di conseguenza logica. Secondo l'una, il modus ponens è invalido; secondo l'altra, valido.

24.01.2013
    Saggi
  • Nuovo Realismo
    di Stefano Vaselli

    In questo tema si analizzano le teorie che Maurizio Ferraris ha presentato nel volume Manifesto del Nuovo Realismo sotto l'etichetta di "Nuovo Realismo", scegliendo, per comodità e per distinguere la definizione data da Ferraris da altri precedenti utilizzi di questa terminologia, di usare anche l'espressione "NeoRealismo filosofico". Il NeoRealismo filosofico non solo afferma l'esistenza di una realtà indipendente dalla nostra capacità di conoscerla ma tenta di far cortocircuitare questo assioma con la tesi kantiana per cui "i pensieri senza contenuto sono vuoti, le intuizioni senza concetti sono cieche", elaborando una confutazione dei più strambi "fashionable nonsense" delle filosofie postmoderne e, più in generale, di ogni forma di relativismo ontologico ed epistemologico. Queste ultime (ma in verità anche quelle di autori non ancora postmoderni come Nietzsche) sono colpevoli, a parere di Ferraris, di avere smarrito il senso più "illuministico" e la vocazione alla "parresia" della critica filosofica più autentica e genuina. Tuttavia mentre in Documentalità Ferraris affermava senza esitazioni che nel realismo occorre distinguere e separare nettamente il piano della realtà da quello della verità, nel Manifesto, tale distinzione viene omessa o non ulteriormente articolata.

14.01.2013
    Saggi
  • Il paradosso della conoscibilità
    di Davide Fassio

    Il paradosso della conoscibilità è un breve argomento la cui conclusione è che se ogni verità è conoscibile, allora ogni verità è conosciuta. Se si accetta l'ulteriore plausibile assunzione che vi siano verità che di fatto nessuno conosce, dalla conclusione dell'argomento è possibile derivare che ci sono verità che è impossibile conoscere. L'argomento è stato da molti considerato paradossale in quanto sembra dimostrare l'esistenza di limiti epistemici necessari partendo dalla mera contingente esistenza di ignoranza. Inoltre la conclusione del paradosso è stata considerata problematica per varie teorie filosofiche, come il realismo interno di Putnam e l'antirealismo semantico di Dummett e Wright, secondo le quali ogni verità è, almeno in linea di principio, conoscibile. Il presente contributo si propone di fornire una presentazione del paradosso e del dibattito filosofico sviluppatosi intorno a tale argomento. Riassumerò brevemente le circostanze storiche in cui il paradosso è stato formulato e discusso e presenterò le varie teorie filosofiche da esso potenzialmente minacciate. Discuterò poi le principali reazioni alla conclusione del paradosso ed esaminerò le critiche di cui è stato oggetto.

09.01.2013
    Saggi
  • Metafisica della persona umana
    di Alfredo Tomasetta

    Cos'è una persona umana? L'articolo presenta alcune delle principali risposte che i filosofi analitici contemporanei hanno dato a questa domanda. In particolare sono esaminate le seguenti teorie: la persona umana è un'anima immateriale, è un organismo appartenente alla specie Homo Sapiens, è un ente costituito ma distinto da un organismo umano, è un fascio di stati mentali, è un particolare oggetto quadri-dimensionale. Sono presentate brevemente le caratteristiche di fondo di queste posizioni, gli argomenti portati a loro favore e le difficoltà a cui vanno incontro.

09.01.2013
    Saggi
  • L'esternalismo del contenuto
    di Cristina Amoretti

    Come viene individuato il contenuto dei nostri stati mentali? Secondo l'esternalismo, il contenuto di (alcuni) nostri stati mentali dipende, perlomeno in parte, da fattori esterni all'individuo, comprendenti cioè non solo il cervello e il corpo ma anche l'ambiente esterno. Siccome il termine esternalismo è un'etichetta generalissima che racchiude posizioni assai diverse le une dalle altre, nel presente contributo si distinguerà tra il contenuto "semantico" degli stati intenzionali (credenze, desideri, intenzioni, speranze), che è concettuale e referenziale, e il contenuto "fenomenico" degli stati di coscienza (percezioni, sensazioni corporee, emozioni, stati d'animo), che è invece qualitativo ed esperienziale. Sulla base di questa classificazione, saranno trattati separatamente l'esternalismo semantico e l'esternalismo fenomenico.

07.10.2012
    Saggi
  • Teorie dell'Ironia
    di Francesco Paolo Gentile

    L'incredibile ricchezza linguistica e cognitiva dell'ironia ha fatto sì che intorno ad essa si stiano indirizzando sforzi comuni di spiegazione multidisciplinare. Dalle più disparate discipline, dalla filosofia del linguaggio all'estetica, dalla pragmatica alle scienze cognitive, si sono levate voci autorevoli che propongono questa o quest'altra teoria dei meccanismi sottesi alla creazione e alla comprensione dell'ironia. In questo saggio si cercherà di fare chiarezza sulle proposte più interessanti in ambito analitico circa la natura e il funzionamento dell'ironia.

07.10.2012
    Saggi
  • Ironia
    di Francesco Paolo Gentile

    Per millenni relegata ad un ruolo meramente ornamentale del linguaggio, possiamo oggi parlare di una generale scoperta dell'importanza dell'ironia nella comprensione sia dell'ambito comunicativo sia di quello espressivo della mente umana. In particolare, l'ironia riveste un ruolo fondamentale nell'abilità tutta umana di rappresentare punti di vista altrui e sottoporli a critica. In questo lavoro si intende valorizzare l'analisi di quest'aspetto, e allo stesso tempo offrire al lettore gli strumenti analitici per avvicinarsi in modo adeguato a questo tema.

07.10.2012
    Saggi
  • Esperimenti mentali
    di Margherita Arcangeli

    Benché gli esperimenti mentali percorrano l'intera storia della filosofia, dall'antichità ai giorni nostri, solo negli ultimi vent'anni la locuzione "esperimento mentale" si è consolidata nel vocabolario filosofico. Nel presente contributo si discuteranno due delle questioni principali, sorte dal lungo dibattito sulla sperimentazione mentale: che cos'è un esperimento mentale? Qual è la funzione degli esperimenti mentali? A nessuna di queste domande è stata data una risposta univoca. L'"esperimento mentale" viene comunemente definito come un ragionamento su di un caso immaginario, atto a confermare o meno alcune ipotesi od una teoria, ma rimane da chiarire, da un lato, se possa essere visto come vera sperimentazione o come teorizzazione e, dall'altro, se possa davvero avere un ruolo epistemologico e giustificativo.

28.06.2012
    Saggi
  • Deflazionismo
    di Andrea Strollo

    Che cos'è la verità? A questa domanda le teorie deflazioniste rispondono in modo sorprendente: niente, o quasi. Secondo il deflazionismo la verità, come proprietà, semplicemente non esiste o è priva di qualsiasi sostanza. In questo contributo presenterò tale posizione offrendo un breve resoconto critico dell'evoluzione della proposta e una disamina delle sue tesi centrali

18.06.2012
    Saggi
  • Riferimento plurale
    di Aldo Frigerio

    In filosofia del linguaggio il riferimento plurale ha ricevuto un'attenzione molto minore rispetto a quello singolare. In questo articolo viene avanzata l'ipotesi che ciò sia almeno in parte dovuto alla classica interpretazione dei predicati come funzioni da oggetti a valori di verità. Poiché funzioni di questo tipo possono accettare solo argomenti singolari, ciò ha portato o a una scarsa attenzione nei confronti del riferimento plurale o addirittura al tentativo di ridurlo a quello singolare. Due sono gli obiettivi di questo saggio: il primo è quello di mostrare che i tentativi di ridurre il riferimento plurale a quello singolare falliscono, il secondo quello di abbozzare una teoria della predicazione alternativa a quella tradizionale che sia compatibile con il riferimento plurale.

21.04.2012
    Saggi
  • Origine del linguaggio
    di Ines Adornetti

    In questo lavoro prendiamo in esame il tema dell'origine del linguaggio umano mettendo a confronto due tra le principali opzioni teoriche in campo: l'ipotesi di un'origine prevalentemente vocale del linguaggio (l'idea che il linguaggio si sia originato sfruttando il medium sonoro) e l'ipotesi di un'origine prevalentemente gestuale (l'idea che il linguaggio si sia originato sfruttando il medium visivo). Attraverso argomenti teorici ed evidenze empiriche mostriamo le difficoltà dei modelli vocali e, sulla base di queste difficoltà, sosteniamo la validità dell'ipotesi dell'origine gestuale. Secondo tale ipotesi il linguaggio umano rappresenta l'esito finale di un lungo processo evolutivo che trae origine dai dispositivi cognitivi condivisi con altri primati fondati sulla percezione e sull'azione. Nel pieno rispetto della tradizione naturalistica darwiniana, questa ipotesi, secondo la quale linguaggio umano si basa su capacità già presenti in altre specie, costituisce una valida alternativa ai modelli di ispirazione cartesiana per i quali il linguaggio non può essere concepito in continuità con le altre forme di comunicazione animale.

21.04.2012
    Saggi
  • Meccanismi causali nelle scienze sociali
    di Attilia Ruzzene

    Il concetto di meccanismo si è recentemente imposto nel dibattito filosofico e metodologico come una promettente chiave di lettura della logica e dell'operare delle scienze sociali. Nel presente contributo si caratterizzano il ruolo e l'efficacia di tale concetto nel contesto socio-scientifico in riferimento ai seguenti aspetti. In primo luogo si considerano le virtù esplicative del modello meccanistico con particolare riguardo ai vantaggi che esso comporta rispetto al modello nomologico-deduttivo. In secondo luogo si esaminano l'uso e l'utilità dei meccanismi al fine di accertare la natura causale delle regolarità empiriche. Si conclude infine con una nota di cautela in cui si indicano i limiti alla applicabilità ed efficacia del concetto di meccanismo nelle scienze sociali.

16.04.2012
    Saggi
  • Metafora
    di Tiziana Giudice

    In questo articolo verranno delineati i due approcci alla metafora più influenti nel dibattito contemporaneo: la teoria della metafora concettuale e la teoria della pertinenza. Ripercorreremo innanzitutto le tappe teoriche attraverso le quali, da una concezione della metafora come "evento del linguaggio", è venuta affermandosi l'idea che questo dispositivo debba innanzitutto essere considerato come un "evento del pensiero". In questa chiave, infatti, la teoria della metafora concettuale e la teoria della pertinenza affrontano la questione.

01.02.2012
    Saggi
  • Filosofia del tempo
    di Giuliano Torrengo

    La nostra esperienza del tempo è estremamente ricca e variegata. Il tempo scorre, e scorrendo altera oggetti e persone, ma per quanto non possiamo cambiare ciò che è accaduto, abbiamo in molti casi potere nei confronti del futuro. Quali fra tutti gli aspetti temporali che popolano la nostra esperienza costituiscono elementi fondamentali della realtà, e quali invece riflettono solo il nostro modo di rappresentarla? In questo contributo articolerò tale questione presentando una panoramica dei dibattiti di filosofia che – in vari modi e da vari punti di vista – ne sono connessi.

28.01.2012
    Saggi
  • Causalità
    di Federico Laudisa

    Il concetto di causalità non soltanto attraversa l'intera storia della filosofia, dall'antichità ai giorni nostri, ma si presenta ricco di implicazioni nel rapporto tra analisi filosofica e indagine scientifica. Il presente contributo illustra e discute alcuni dei principali nodi tematici della questione, a partire da due circostanze fondamentali. In primo luogo, il consenso sempre più ampio sulla necessità di un atteggiamento pluralistico nei confronti dei diversi significati che il concetto assume in diverse aree teoriche, tanto della filosofia quanto della scienza. In secondo luogo, la varietà di implicazioni che il pluralismo causale determina alla luce della distinzione tra aspetti ontologici e aspetti epistemologici della causalità.


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