Temi

Ordina per Data pubblicazione Titolo Tipologia


07.10.2014
    Saggi
  • Epistemologia evoluzionista
    di Lorenzo Baravalle

    L'epistemologia evoluzionista costituisce una vasta area di studi che ha come obiettivo la comprensione dei limiti d'applicabilità dei meccanismi di selezione naturale, ampliando la sua portata ora alle nostre dinamiche conoscitive, ora al progresso scientifico, ora alla cultura umana come un tutto. Data la gran quantità di progetti nati sotto questo nome negli ultimi settant'anni, anziché proporre una lista esaustiva, è privilegiata qui una prospettiva d'insieme. Saranno dunque presentate inizialmente alcune nozioni generali riguardanti la teoria darwiniana e la sua influenza nella filosofia a partire del secolo XIX, per poi passare a discutere le origini dell'epistemologia evoluzionista e analizzare le successive ramificazioni di tale progetto. Si seguirà in questo contesto, ampliata e talvolta corretta, la classica distinzione fra EEM (Evolution of Epistemological Mechanisms) e EET (Evolutionary Epistemology of Theories). In conclusione, saranno presentati alcuni fra i più recenti sviluppi nel campo della biologia evolutiva applicata alla cognizione e al comportamento umano e sarà esposta qualche breve osservazione critica sull'attuale stato dell'arte della disciplina.

30.06.2014
    Saggi
  • Democrazia
    di Emanuela Ceva

    Alcuni tra i dibattiti filosofici più vivaci nell'ambito della teoria democratica contemporanea si articolano lungo due questioni: (1) Perché la democrazia è desiderabile? (2) Quali istituzioni sono necessarie per realizzare l'ideale democratico? In risposta alla prima questione, gli strumentalisti sostengono che la democrazia è giustificata esclusivamente se produce buoni risultati; i non-strumentalisti considerano anche i valori che le procedure democratiche realizzano in sé. Quanto alla seconda questione, il dibattito riguarda la forma che le istituzioni democratiche dovrebbero avere – maggioritaria, deliberativa o contestataria – per realizzare l'ideale democratico. Lo scopo di questo contributo è di offrire una presentazione critica di questi dibattiti.

30.06.2014
    Saggi
  • Teoria dei giochi
    di Gustavo Cevolani

    La teoria dei giochi studia le scelte di individui coinvolti in interazioni strategiche, cioè situazioni – come una partita di scacchi, una contrattazione o una battaglia – nelle quali le decisioni di ogni individuo dipendono almeno in parte dalle decisioni altrui e dalle sue attese circa queste decisioni. Questo contributo presenta le motivazioni e gli strumenti essenziali della teoria "classica" dei giochi, i principali limiti del suo impianto formale e concettuale e una brevissima rassegna dei suoi sviluppi più recenti e delle loro applicazioni nelle scienze sociali.

30.06.2014
    Saggi
  • Computazione naturale
    di Paolo Milazzo

    Questo articolo descrive il Natural Computing, un campo di ricerca interdisciplinare in cui la natura è fonte di ispirazione di nuove metodologie informatiche. Tale campo di ricerca è molto ampio e include temi anche molto diversi tra loro per finalità e mezzi utilizzati. Ad esempio, si hanno temi di ricerca in cui si usa la teoria dell'evoluzione delle specie per risolvere problemi di matematica computazionale, altri in cui si usa il DNA per eseguire algoritmi molto complessi con prestazioni fuori dalla portata di un calcolatore elettronico, e altri in cui si usano i modelli matematici e computazionali per comprendere i meccanismi alla base del funzionamento delle cellule. I temi trattati nell'ambito del Natural Computing possono essere raggruppati in due categorie principali: (i) nuovi modelli e metodi informatici ispirati da fenomeni naturali, e (ii) applicazione di modelli e metodi informatici per lo studio di fenomeni naturali. L'obiettivo della ricerca sui temi della prima categoria è quindi far progredire l'informatica utilizzando la natura come fonte di ispirazione, mentre la ricerca sui temi della seconda categoria mira a far progredire le scienze naturali tramite l'utilizzo di strumenti informatici. Lo scopo di questo articolo non è descrivere i temi del Natural Computng in maniera esaustiva, ma fornire al lettore una descrizione concreta di cosa si voglia e si possa ottenere in questo campo di ricerca focalizzandosi su due temi specifici ma rappresentativi: "Evolutionary Computation" e "DNA Computing".

27.06.2014
    Saggi
  • Muldimodalità del sistema nervoso
    di Irene Ronga

    Per multimodalità del sistema nervoso si intende la capacità di alcune aree del cervello di svolgere funzioni differenti. Nel corso del Novecento, le ricerche di neurofisiologia hanno spostato la loro attenzione dallo studio della struttura del sistema nervoso e della specializzazione funzionale delle diverse regioni cerebrali, all'osservazione delle interazioni fra le aree e fra le diverse modalità sensoriali. Nel mio contributo, cercherò di mostrare come l'impiego di design ecologici negli esperimenti di neurofisiologia metta in luce la forte multimodalità del sistema nervoso umano, diffusa sia al livello della cellula singola, che al livello della regione. L'indagine neurofisiologica contemporanea e, in particolare, lo studio della multimodalità si ricollegano al dibattito filosofico e linguistico più recente, rimandando direttamente a tematiche come il radicamento esperienziale dei concetti (embodiment) e la complessità.

29.04.2014
    Saggi
  • Logiche sottostrutturali
    di Antonio Ledda

    Questo lavoro è un invito allo studio delle logiche sottostrutturali, una famiglia di logiche che generalizzano la logica classica. In primo luogo, discuteremo la formulazione della logica classica à la Gentzen, per poi vedere, passo dopo passo, quali siano le motivazioni che possono spingere a considerare le sue generalizzazioni sottostrutturali.

24.04.2014
    Saggi
  • Conseguenza logica
    di Ciro De Florio

    Il concetto di conseguenza logica è centrale per la logica e per la sua interpretazione filosofica. Lo scopo del contributo è fornire un'introduzione tecnicamente accessibile a questo concetto mostrando le intuizioni fondanti e le due più importanti caratterizzazioni formali: quella tarskiana e quella basata sul concetto di prova. Infine verranno affrontate alcune tematiche legate al pluralismo in logica e alla sua possibile giustificazione filosofica.

18.04.2014
    Saggi
  • Suoni
    di Alessandra Buccella

    I suoni sono oggetti parecchio "strani". Pensiamo di sapere molto su di loro. Pensiamo ad esempio che li percepiamo, che sono gli unici ed immediati oggetti della nostra percezione uditiva, ma pensiamo anche che essi sono mezzi attraverso cui percepiamo le loro sorgenti. Sembriamo intuitivamente propensi a credere che gli oggetti materiali "possiedono" i suoni e contemporaneamente non accettiamo di buon grado la proposta di vedere i suoni come proprietà di qualcos'altro. Ci sembra di essere d'accordo con l'idea che una persona sorda non può avere esperienza dei suoni (che essi non sono parte del mondo di questa persona) ma allo stesso tempo pensiamo che Beethoven fosse capace di comporre musica perché aveva trovato un modo alternativo di sentire i suoni pur essendo sordo. A scuola, infine, ci hanno insegnato che i suoni sono identici a onde elastiche che si propagano in un medium, che essi sono in questo senso eventi fisici, ma ciononostante sembriamo pensare anche che la "vera essenza" dei suoni dev'essere necessariamente qualcosa in più del loro sostrato fisico. Questo contributo si pone due obiettivi. Da un lato, introdurre le teorie contemporanee più importanti a proposito di che cosa propriamente sono i suoni, e dall'altro spiegare i punti di forza di ciascuna di esse così come evidenziarne i principali problemi.

18.04.2014
    Saggi
  • Ontologia temporale
    di Ernesto Graziani

    L'ontologia temporale è la riflessione sullo statuto ontologico delle entità meramente passate o future. In questo contributo intendo chiarire il significato di questa questione, presentare le principali opzioni teoriche che si delineano rispetto ad essa e, concentrandomi sulle due principali teorie contendenti, B-eternismo e presentismo, illustrare gli argomenti più rilevanti formulati a favore dell'una e dell'altra

18.04.2014
    Saggi
  • L'imperscrutabilità del riferimento
    di Francesco Gallina

    Le intuizioni preanalitiche che guidano le nostre pratiche linguistiche, insieme ad alcune teorie semantiche, ci inducono a ritenere che le particelle sub-enunciative dotate di portata referenziale intrattengano relazioni del tutto definite con gli oggetti che popolano il mondo. In particolare, un qualsiasi termine, sia esso un nome o un predicato, si riferisce solo e soltanto alla propria denotazione o agli elementi della propria estensione. Ciò nonostante alcuni filosofi hanno avanzato diverse argomentazioni per sostenere che la nozione di riferimento risulta indeterminata, in quanto, secondo costoro, non sussiste nessun vincolo strettamente extralinguistico o extraconcettuale utile a stabilire le denotazioni dei nomi e le estensioni dei predicati. Il presente contributo intende illustrare due delle principali strategie argomentative a sostegno della tesi dell'imperscrutabilità del riferimento, per poi esibire alcune critiche a cui può essere soggetto l'approccio in questione. Inoltre verranno presentate le principali implicazioni ontologiche, metafisiche ed epistemologiche che derivano dall'assunzione dell'imperscrutabilità del riferimento.

22.01.2014
    Saggi
  • Nominalismo in filosofia della matematica
    di Matteo Plebani

    Il Nominalismo è la tesi che non esistono entità astratte. Numeri, insiemi ed altri oggetti matematici sono solitamente considerati casi esemplari di entità astratte. Per i nominalisti si pone quindi il problema di chiarire in cosa consista il valore della matematica una volta ammesso che gli oggetti di cui la matematica sembra trattare non esistono.

06.01.2014
    Saggi
  • Teoria degli automi per i linguaggi formali
    di Alessandro Aldini

    Lo studio dei meccanismi del cervello umano deputati alla comprensione del linguaggio naturale, l'analisi del sequenziamento del genoma umano, la necessità per un calcolatore di interpretare un insieme di comandi. Sono situazioni apparentemente lontane tra loro, ma accomunate da uno stesso problema, ovvero l'esigenza di descrivere proprietà di sequenze di simboli, che possono rappresentare vocaboli, molecole, istruzioni di un linguaggio di programmazione e altro ancora. In questo ambito, il Novecento è stato teatro di studi complementari che hanno dato origine alla teoria dei linguaggi formali, come nel caso delle grammatiche di Chomsky, e degli automi riconoscitori, come nel caso delle macchine astratte di Kleene e di Turing. L'obiettivo di questo lavoro è introdurre in chiave storica, critica e scientifica gli elementi fondazionali della teoria degli automi riconoscitori di linguaggi formali.

05.01.2014
    Saggi
  • Il paradosso della finzione
    di Michele Paolini Paoletti

    Il paradosso della finzione è un paradosso molto discusso in estetica e, in misura minore, in ontologia della finzione. Esso manifesta una contraddizione nelle nostre reazioni emotive alle opere di finzione. Tale contraddizione è sia epistemica, che metafisica. In questo intervento, offrirò anzitutto tre formulazioni del paradosso: due formulazioni epistemiche ed una metafisica. In secondo luogo, esaminerò dettagliatamente e criticamente alcune soluzioni. Le soluzioni principali sono connesse alla "pretense theory" ed alle "quasi-emozioni", alla "suspension" e alla "disbelief theory", alla "thought theory". Si potrà concludere, da ultimo, che le maggiori difficoltà per ciascuna soluzione si presentano sul versante metafisico, cioè proprio sul versante che è stato indagato in misura minore nel rispondere al paradosso della finzione.

04.01.2014
    Saggi
  • Il fine della credenza
    di Davide Fassio

    Molti filosofi hanno sostenuto che la credenza abbia uno scopo o un fine, tradizionalmente identificato con la verità. Con tale espressione essi intendono designare una determinata proprietà costitutiva della credenza caratterizzante la peculiare relazione tra questo tipo di stato mentale e la verità. Tale proprietà sarebbe in grado di distinguere le credenze da altri tipi di stato mentale e di spiegare una serie di altre caratteristiche delle credenze quali, per esempio, l'impossibilità di credere arbitrariamente ciò che si vuole e l'assurdità nell'asserire enunciati cosiddetti Mooreani, come "credo che stia piovendo ma non sta piovendo". Nel presente contributo propongo una presentazione e una discussione della tesi secondo cui la credenza avrebbe un fine. Considero dapprima la tesi per cui la credenza avrebbe come fine la verità. Introduco le principali caratteristiche attribuite a questa presunta proprietà, presento vari aspetti della credenza che essa è supposta spiegare e considero le differenze tra questa e altre proprietà della credenza che pongono in relazione tale tipo di stato mentale con la verità. Introduco poi diverse interpretazioni della tesi per cui la credenza avrebbe come fine la verità. Infine presento le linee principali del dibattito tra chi sostiene che il fine della credenza sia la verità e chi invece sostiene che esso sia la conoscenza.

27.09.2013
    Saggi
  • La critica etica dell'arte
    di Andrea Sauchelli

    Alcune opere d'arte manifestano (o suggeriscono di assumere) prospettive morali dubbie e, in certi casi, chiaramente deprecabili. Ad esempio, il documentario propagandista Il Trionfo della Volontà di Leni Riefensthal esprime (e cerca di evocare) ammirazione nei confronti di Adolf Hitler. Nonostante ciò, Il Trionfo della Volontà è considerato un capolavoro nel genere dei documentari. Questo e molti altri esempi simili suggeriscono le seguenti domande: É possibile considerare un'opera d'arte un capolavoro artistico e, allo stesso tempo, un esempio di immoralità? La valutazione morale di un'opera d'arte influisce o dovrebbe influire sulla valutazione artistica dell'opera?


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