Nuovo realismo

Abstract

The purpose of this article is an analysis of Maurizio Ferraris’ theories presented in the volume “New Realism’ Manifesto”, under the etiquette of “New Realism”. We’ve chosen, for reader’s commodity and to distinguish Ferraris definition from other, previous uses of this terminology, to utilize the expression “Philosophical Neorealism”. Philosophical Neorealism maintains the existence of an independent-from-our-knowledge-capacity reality and, furthermore, it tries to brick in a real short-circuit this “independence axiom” with the kantian thesis according to which “thoughts without intuitions are empty, intuitions without concepts are blind”. This attempt implies the elaboration of several, very odd, “fashionable nonsense” (following Ferraris’ lexicon) of postmodern philosophies, and, more in general, of every sort of ontological and epistemological relativism.
The latter (but, more precisely, we’re speaking about forms of relativism as well as the Nietzsche’s one) are at fault, according Ferraris, of the misplacement of the most “illuministic” meaning of a true and genuine philosophical criticism, as well as of his natural calling to the socratic parrhesia. However, even if in “Documentality” (2009), Maurizio Ferraris asserted without esitazione that in philosophical realism it’s clearly appropriate to distinguish and separate the perspective and the level of ‘reality’ from the plane of ‘truth’, in “Manifesto”, this distinction is left out or, more precisely, not further articulated.

In questo tema si analizzano le teorie che Maurizio Ferraris ha presentato nel volume Manifesto del Nuovo Realismo sotto l’etichetta di “Nuovo Realismo”, scegliendo, per comodità e per distinguere la definizione data da Ferraris da altri precedenti utilizzi di questa terminologia, di usare anche l’espressione “NeoRealismo filosofico”. Il NeoRealismo filosofico non solo afferma l’esistenza di una realtà indipendente dalla nostra capacità di conoscerla ma tenta di far cortocircuitare questo assioma con la tesi kantiana per cui “i pensieri senza contenuto sono vuoti, le intuizioni senza concetti sono cieche”, elaborando una confutazione dei più strambi “fashionable nonsense” delle filosofie postmoderne e, più in generale, di ogni forma di relativismo ontologico ed epistemologico. Queste ultime (ma in verità anche quelle di autori non ancora postmoderni come Nietzsche) sono colpevoli, a parere di Ferraris, di avere smarrito il senso più “illuministico” e la vocazione alla “parresia” della critica filosofica più autentica e genuina. Tuttavia mentre in Documentalità Ferraris affermava senza esitazioni che nel realismo occorre distinguere e separare nettamente il piano della realtà da quello della verità, nel Manifesto, tale distinzione viene omessa o non ulteriormente articolata.


Citazione

Stefano Vaselli, “Nuovo realismo”, in “APhEx 7”, 2013, pp. 43.

Numero della rivista

N° 07/2013-APhEx

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AUTORI&AUTRICI

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È attualmente coordinatore del dipartimento di filosofia e storia presso il Liceo Classico Statale di Filosofia e Storia, dove insegna di ruolo dal 2019 le stesse discipline per il cui insegnamento nei licei si è abilitato nel 2001. Laureato a Roma nel 1996 con una tesi sul problema dell'identità personale nella filosofia analitica e nella filosofia della mente di Derek Parfit e Daniel Dennett, è Dottore di ricerca in filosofia teoretica (Università degli studi di Torino 2018) e in Logica ed Epistemologia (Università "La Sapienza" di Roma 2004). È inoltre autore di "Il Posto dei fatti in un mondo di eventi" (corsivo), (Mimesis, 2016) e di numerosi saggi e articoli in italiano e in inglese nel campo dell'ontologia sociale, della filosofia delle scienze sociali, dell'epistemologia analitica, e in filosofia analitica della storia.

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