Abstract
Nudges are policy instruments criticized for the potential threat they pose to the nudgee’s agency. Such concerns have led to a growing movement within behavioral public policy advocating for alternative tools designed to be pro-agency. This article focuses on one of these instruments, self-nudges, and argues that, although they represent a step in the right direction (being motivated by a legitimate and much-needed rationale) a more thorough analysis is still needed to identify specific conditions under which they may fail to live up to their pro-agency promise. This article identifies four such conditions: i) social exclusion, ii) misimplementation, iii) the slippery-slope dynamic associated with self-control, and iv) misgeneralization.
I nudges sono strumenti di policy criticati per la potenziale minaccia che possono rappresentare per l’agency dei destinatari dell’intervento. Tali preoccupazioni hanno dato origine a un crescente orientamento, nell’ambito delle politiche pubbliche comportamentali, volto a promuovere strumenti alternativi progettati per tutelare l’agency individuale. Questo articolo si concentra su uno di questi strumenti, i self-nudges, e sostiene che, sebbene essi rappresentino un passo nella giusta direzione, essendo motivati da una finalità legittima e quanto mai necessaria, è ancora necessaria un’analisi più approfondita per individuare le condizioni specifiche nelle quali potrebbero non mantenere la promessa di promuovere l’agency. L’articolo identifica quattro di queste condizioni: i) l’esclusione sociale; ii) l’errata implementazione; iii) la dinamica del pendio scivoloso associata all’autocontrollo; e iv) la generalizzazione impropria.
Citazione
Stefano Calboli, “On the Limits of Self-Nudges as a Pro-Agency Tool”, in “APhEx 33, 2026, pp. 160-184.
Numero della rivista
N°33/2026-APhEx
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AUTORI&AUTRICI
Assegnista di ricerca presso il Centro di Ricerca Interdisciplinare sulla Sostenibilità e il Clima della Scuola Superiore Sant’Anna. Parallelamente, è dottorando presso il CEPS — Centre for Ethics, Politics and Society dell’Università del Minho, in Portogallo — dove sta completando un dottorato in Filosofia con una ricerca su nudging e manipolazione. Prima di entrare alla Scuola Superiore Sant’Anna, ha conseguito un dottorato in Scienze di Base e Applicazioni presso il Dipartimento di Scienze Pure e Applicate dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, con una tesi sul whistleblowing analizzato attraverso gli strumenti della scienza cognitiva. Nel corso della sua attività accademica, è stato visiting scholar e guest lecturer presso la University of Denver e la University of Macau. I suoi articoli sono apparsi su riviste internazionali, tra cui Journal of Applied Philosophy, Philosophy & Technology, AI & Society, Mind & Society e AJOB Neuroscience.
